Come sviluppare la memoria eidetica

Memoria eidetica

A molti di voi, soprattutto agli studenti o agli appassionati di psicologia, sarà sicuramente capitato di imbattersi in una tecnica di apprendimento che sfrutta la così detta memoria eidetica. Sul web si leggono pareri molto discordanti riguardo questo argomento. Tanti sostengono che la memoria eidetica esista e che sfruttandola a dovere sia possibile raggiungere ottimi risultati sia nello studio che nel lavoro, ma anche semplificare i più comuni atti della vita quotidiana. Tanti altri, invece, sono convinti dell’esatto opposto.
Cerchiamo insieme di capirne qualcosa in più:

Cos’è la memoria eidetica?

Si definisce memoria eidetica la presunta capacità di ricordare, in maniera precisa e vivida, immagini, suoni o altri stimoli sensoriali, come se il nostro cervello scattasse una fotografia di quel momento esatto.
E’ una variante estremizzata della memoria fotografica, anche chiamata memoria visiva, che tutti conosciamo.
Secondo alcuni esperti, la memoria eidetica permetterebbe l’apprendimento di un’abilità davvero speciale, la fotolettura, cioè la capacità di memorizzare dei concetti leggendo in maniera estremamente veloce, così veloce da farsi bastare soltanto qualche rapido sguardo alla pagina.

Memoria eidetica: esiste?

A questo punto, sorge spontanea una domanda: Ma la memoria eidetica esiste?
In un certo senso si.

Diversi studi di psicologia hanno dimostrato che tutti i bambini più piccoli posseggono una straordinaria memoria visiva. In molti di essi, questa capacità è così sviluppata da poter essere classificata come memoria eidetica. Pare però che lo sviluppo di questa capacità sia correlato alla scarsa capacità di linguaggio e di analisi tipica dei bambini di quell’età.
Infatti, questo particolare tipo di memoria è tipico dei primi anni di vita, ma viene meno con la crescita e con l’apprendimento di più avanzate forme di interazione con l’ambiente.
In poche parole, più si va avanti con la crescia, più diminuiscono le nostre capacità mnemoniche.

La memoria eidetica dei bambini

Secondo il Professor Steven Rose, autore del libro “The Making of Memory”, la memoria eidetica ha origini molto antiche, così antiche da essere addirittura la conseguenza dell’evoluzione della razza umana. L’uomo del passato, per necessità ed istinto di sopravvivenza, ha dovuto imparare tutto nei primi anni di vita ed anche in modo abbastanza rapido. Bisogna anche considerare che l’ambiente in cui si cresceva e si viveva in quel periodo era sempre uguale, gli stimoli esterni erano pochi, e questo non permetteva alla mente di allenarsi. Così si spiega l’importanza della memoria eidetica nell’età infantile e la sua progressiva scomparsa in età puberale.

Tornando ai giorni nostri, è ovvio che le necessità di apprendimento siano estremamente cambiate. Gli stimoli sono ovunque, potremmo imparare qualsiasi cosa se solo avessimo le capacità di memorizzazione dei nostri piccoli antenati.

La memoria eidetica negli adulti

Fin ora abbiamo più volte sottolineato che la memoria eidetica è una capacità tipica dell’età infantile. Negli anni però sono stati registrati dei casi di memoria eidetica che riguardano delle persone adulte.
Uno degli esempi più conosciuti è quello di Mozart, musicista austriaco in grado di riprodurre in modo perfetto una sinfonia dopo averla ascoltata soltanto una volta (memoria eidetica dei suoni).
Una cosa simile succede ad alcuni campioni nel gioco degli scacchi, che riescono a ricordare un’intera partita, ricostruendola addirittura mossa per mossa.

Ma se non si trattasse di memoria eidetica?

In seguito ad un esperimento eseguito su alcuni campioni di scacchi, si scoprì che la loro memoria era solo poco sopra la media e che la capacità di ricordare le posizioni assunte dalle pedine durante la partita fosse semplicemente la conseguenza della loro profonda conoscenza del gioco e delle sue regole.

Lo stesso concetto può essere applicato al caso di Mozart, che conosceva perfettamente le regole del suono e dell’armonia. Questo gli permetteva di identificare interi motivi e non le sole singole note.

Non si può quindi parlare di memoria eidetica vera e propria, ma piuttosto della capacità di capire qualcosa in maniera profonda e, di conseguenza, ricordarla.

E’ possibile sviluppare la memoria eidetica?

Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, la memoria eidetica negli adulti è praticamente inesistente. Di conseguenza, anche la fotolettura non esiste.

Non è quindi possibile sviluppare la memoria eidetica, ma possiamo allenare il nostro cervello in modo da raggiungere risultati simili:

  • Studia ed aumenta la tua conoscenza: come abbiamo visto nel caso di Mozart, la conoscenza approfondita di un argomento ti permette di ricordare più facilmente. Apprendendo una nuova informazione, sarà più facile ricordarla quando si hanno già delle basi solide sull’argomento. Nel caso in cui si parta da un livello di conoscenza scarso, aggiungendo nuove informazioni sarà più facile far confusione.
  • Allena la memoria visiva ed impara le tecniche di memoria: è possibile farlo comodamente da casa dedicando 1 ora al giorno a dei test appositi, che si possono trovare facilmente online.
  • Sfrutta le infografiche: se sei uno studente, cerca di studiare sfruttando le infografiche, cioè tutte quelle rappresentazioni di concetti su immagine. Studiarle sarà meno noioso e le immagini ti rimmarranno più impresse rispetto ai soli concetti scritti.

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