Correlazioni tra dermatite atopica ed abbigliamento

Cute arrossata e ruvida, ispessita, prurito diffuso e infiammazioni: sono tutti segnali di una dermatite atopica (DA), una malattia infiammatoria cronica della pelle con base autoimmune che colpisce sia i bambini che gli adulti. L’incidenza sulla popolazione infantile è intorno al 20-30%, mentre gli adulti colpiti da dermatite atopica a mani, braccia, gambe e piedi sono solo il 2%. Questa malattia è sempre più diffusa e, nonostante possa guarire spontaneamente entro l’età adolescenziale, circa l’80% durante la regressione va incontro ad asma e rinite allergica, mentre altri sviluppano allergia agli acari.

In questi casi la prevenzione a livello di ambiente e l’utilizzo di coperte antiacaro può diminuire il rischio di patologie respiratorie. Ma è soprattutto l’abbigliamento che si indossa a fare la differenza alleviando oppure peggiorando la problematica. Vediamo insieme quali sono le correlazioni tra dermatite atopica ed abbigliamento e scopriamo quali capi è meglio indossare e quali no.

Abbigliamento da non indossare con dermatite atopica

L’abbigliamento ha un ruolo determinante: un tessuto “sbagliato” può infatti infastidire la pelle già indebolita e peggiorare la situazione.

Lana e acrilico sono assolutamente da evitare poiché irritano la pelle e aumentano la sudorazione favorendo la crescita di batteri e funghi. È pur vero che la lana è un materiale naturale ma contiene lanolina, che per molti risulta allergizzante. Non vanno indossati nemmeno capi in microfibrapoliestere e nylon, perché non permettono la traspirazione della pelle.

L’eccesso di sudorazione tende ad aggravare la dermatite atopica. Per questo motivo devono essere indossati a contatto con la pelle solo indumenti traspiranti e con capacità igroscopiche. In generale meglio evitare tutte le fibre sintetiche ed elasticizzate, spesso trattate con impermealizzanti, antimacchia, coloranti e prodotti chimici, che possono cedere sulla pelle aggredendo le difese.

Capi da preferire con eczema atopico

Nell’eczema atopico la pelle non svolge in modo adeguato la sua funzione di barriera protettiva ed è quindi esposta alle aggressioni esterne, a partire dai capi a diretto contatto con il corpo, come gli indumenti intimi e i calzini.

I tessuti generalmente consigliati sono cotonelino e canapa che sono traspiranti e non fanno sudare. Meglio se con lavorazione pettinata, perché sono molto più lisci, freschi e non sfregano la pelle. Le fibre di cotone corte infatti alle volte potrebbero anche irritare. Da segnalare però che il cotone non è buon termoregolatore, nonostante si pensi il contrario. Se possibile, sarebbe ideale scegliere tessuti biologici, non trattati con pesticidi, e in colore naturale per evitare irritazioni.

In tutti i casi, per la dermatite atopica lieve e per quella più acuta, il miglior abbigliamento rimane quello in pura fibroina di seta che riduce rapidamente prurito e infiammazione, regolando la sudorazione e il buon bilanciamento idro-lipidico. La fibroina di seta è un materiale in grado di tenere a bada le infezioni batteriche e funginee della pelle, in questo modo le ricadute sono minori, così pure il consumo di cortisone.

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