Cyber-dipendenza e dipendenza da gioco: la risposta della Commissione Europea

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha di recente provveduto ad aggiornare la classificazione internazionale delle malattie (ICD) che elenca tutte le malattie conosciute: tra queste figura la dipendenza da gioco considerata come disturbo mentale.

Il “disturbo del gioco o ludopatia”, caratterizzato da un modello persistente o ricorrente di comportamento di gioco (“gioco digitale” o “videogioco”), può verificarsi sia online (ad esempio su Internet) che offline ed è costituito da tre caratteristiche:

1. Controllo alterato del gioco (ad esempio avvio, frequenza, intensità, durata, fine sessione e contesto);
2. Crescente priorità data al gioco nella misura in cui il gioco ha la precedenza su altri interessi e attività quotidiane;
3. Continuazione o escalation dei giochi nonostante il verificarsi di conseguenze negative. Le persone ritenute più a rischio sono gli adolescenti maschi dai 12 ai 15-16 anni.

L’interrogazione sulle misure di contrasto del Gap rivolta alla Commissione Europea

Nelle passate settimane, è stata posta un’interrogazione sulle misure per prevenire e combattere la dipendenza da gioco rivolta alla Commissione Europea.

Intende la Commissione adottare norme specifiche vincolanti per gli Stati membri, vale a dire, oltre alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali e alla raccomandazione della Commissione del 14 luglio 2014 sui principi per la tutela dei consumatori e dei giocatori dei servizi di gioco d’azzardo online e per la prevenzione dei minori dal gioco d’azzardo online, al fine di proteggere i cittadini/consumatori e coloro che sono particolarmente vulnerabili e quindi di dare attuazione all’articolo 168 del TFUE in linea con gli articoli 24 e 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE?

A rispondere è Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, il quale sostiene che “la Commissione è consapevole dell’importanza della cyber-dipendenza, compresa la dipendenza da gioco, in particolare tra i bambini e gli adolescenti”.

Il commissario specifica che nel rapporto di Prevenzione dei comportamenti di dipendenza pubblicato dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, rientrano anche le dipendenze comportamentali, come il gioco d’azzardo, e include una revisione delle misure di prevenzione. Spetta agli Stati membri definire le misure per prevenire e curare questa dipendenza.

Il progetto Adocare e la tutela degli adolescenti

La Commissione non intende adottare norme specifiche in questo settore, ma si impegna a sostenere gli Stati membri attraverso iniziative, tra le quali rientra il progetto Adocare. Si tratta di un’azione preparatoria centrata sui problemi che gli adolescenti incontrano quando utilizzano le nuove tecnologie (tra cui Internet, telefono cellulare e giochi), come la dipendenza da nuovi media, il cyberbullismo e il sexting.

La Commissione ha inoltre lanciato il portale delle migliori prassi al fine di promuovere il trasferimento delle conoscenze per sostenere gli Stati membri nel conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile (in particolare l’obiettivo 3.4) e gli obiettivi dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle malattie non trasmissibili.

Le  “best practice” sviluppate nell’ambito dei programmi di salute possono essere consultate e altre possono essere presentate per la valutazione. “Tutte le pratiche nel campo della promozione della salute, della prevenzione delle malattie e della gestione delle malattie non trasmissibili sono benvenute, anche per prevenire la cyber-dipendenza”, conclude Andriukaitis.

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