Il gioco d’azzardo patologico: di cosa si tratta?

Ludopatia

La ludopatia è una realtà sempre più diffusa tra giovani e adulti. Quella in oggetto è una vera e propria malattia, della quale negli ultimi tempi si è a lungo discusso anche nell’ambito della Comunità Europea. Ne sono colpiti molti più ragazzi di quel che si pensa, soprattutto se prendiamo in considerazione il gioco d’azzardo online.

L’atto di giocare non è di per sé pericoloso, anzi, è fondamentale per lo sviluppo cognitivo ed emotivo delle persone. Tuttavia in alcuni casi sfocia in comportamenti compulsivi, fino ad arrivare alla dipendenza (proprio come quella da alcool, droghe ecc). Che si tratti di slot-machine, scommesse, partite di poker e così via, questi passatempi possono assorbire completamente l’individuo e ne condizionano i legami sociali, il lavoro e la vita in generale.

Quali sono i segnali con cui si manifesta la ludopatia? Come progredisce questo particolare disturbo? È possibile prevenire un simile problema? Approfondiamo l’argomento, cercando di chiarire gli aspetti principali di quella che è, a tutti gli effetti, una patologia.

I sintomi della ludopatia

Stando al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, o semplicemente DSM, sono diverse le spie rivelatrici della dipendenza da gioco d’azzardo: è necessario, però, che se ne presentino almeno quattro perché si possa parlare di malattia.

L'importanza di capire quando fermarsi
L’importanza di capire quando fermarsi

Un sintomo a cui bisogna fare attenzione, per esempio, è lo stato di nervosismo che coglie il giocatore quando deve abbandonare la sua attività preferita. Ciò porta ad affrontare gli impegni quotidiani con una perenne insoddisfazione, poiché l’unico obiettivo è tornare a giocare. Potrebbe essere affetto da ludopatia colui che mente per nascondere il suo coinvolgimento in un determinato svago, o che è disposto a rovinare un rapporto interpersonale pur di non rinunciare al suo hobby.

Altre avvisaglie, specialmente se combinate tra loro, sono le seguenti:

· l’esigenza di investire alte somme di denaro per mettere alla prova la propria abilità;

· il desiderio di giocare, ancora e ancora, per recuperare i soldi perduti;

· gli sforzi di smettere, ripetuti ma inutili;

· la tendenza a puntare cifre elevate quando si è in ansia, tristi o arrabbiati;

· il pensiero fisso: anche quando si fa altro, la mente corre sempre alle scommesse.

Slot-machines e ludopatia
Slot-machines e ludopatia

Se si mostrano questi indizi, quattro o più, è indispensabile consultare un professionista o comunque chiedere sostegno. Esistono centri appositi per la cura delle dipendenze, che si occupano anche di chi soffre della patologia del gioco d’azzardo.

Come si previene la ludopatia?

Non è facile prevedere e prevenire l’insorgere di questa malattia, in particolare per coloro che sono in una situazione di fragilità psicologica; tuttavia è possibile adottare delle abitudini che consentono di mantenere sana ed equilibrata la relazione con il gioco.

Se temete questo disturbo, è consigliabile stabilire dei limiti per il vostro passatempo – soprattutto se notate in voi un senso di irritazione quando è il momento di staccare. Questa regola vale sia per il gioco d’azzardo patologico sia per la dipendenza da videogames. Inoltre è essenziale vedere queste attività per ciò che realmente sono, ossia hobby: non vi faranno diventare ricchi, non daranno una svolta alla vostra esistenza. Del resto una delle maggiori forze della ludopatia sta nella sua capacità illusoria, nella promessa fittizia di una vita migliore piena di divertimenti e di denaro.

Una seduta di gruppo
Una seduta di gruppo

Altre due raccomandazioni. È importante non nascondere il problema, se si presenta, e parlarne con le persone vicine: con il partner, con gli amici, con i parenti stretti. Bisogna imparare ad acquisire un controllo, e la negazione non è mai la strada giusta.

Gioco d’azzardo patologico e terapie

Come per tutte le patologie, la soluzione non è univoca ma varia a seconda delle circostanze.

Per molti esperti, non si deve impedire il gioco ma piuttosto trasmettere un approccio corretto. Può essere utile sostituire in modo graduale lo svago pericoloso con uno meno rischioso, oppure ricorrere a un gruppo di autoaiuto; talvolta potrebbe essere necessaria una cura farmacologica, con medicinali beta-bloccanti, per i ludopatici cronici.

Il percorso di guarigione si adatta alle caratteristiche del singolo individuo, ragion per cui sarà lo specialista a decidere il trattamento migliore in base al contesto. Questo, ovviamente, dopo una serie di sedute conoscitive, che spesso il paziente richiede per un disturbo associato come la depressione o l’ansia.

I tre stadi della ludopatia secondo Custer

Nel 1982 Robert Custer elaborò un diagramma, distinguendo tre fasi in cui si articola la dipendenza da gioco d’azzardo.

Imparare a chiedere aiuto
Imparare a chiedere aiuto

La prima è quella vincente: la persona sperimenta il brivido del gioco, e ne è sempre più attratta anche a causa di vincite occasionali. Si arriva poi allo stadio perdente, caratterizzato da un enorme spreco di soldi e dalla progressiva rinuncia agli affetti, alla carriera, ai rapporti umani. Infine, la fase della disperazione è quella culminante, che implica l’assenza di controllo, una costante angoscia e non di rado pensieri suicidi.

Di solito, questo è il momento in cui si cerca il supporto di un professionista. L’ideale, però, sarebbe farlo prima, per non precipitare del tutto in una spirale tanto soffocante.

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