Intervista al Dott. Eugenio Ruggeri, Nutrizionista ad Ancona, Rimini-San Marino e Bologna

Eugenio Ruggeri

Malattie dismetaboliche, come diabete, dislipidemia, obesità e steatosi epatica per non parlare delle patologie cardiovascolari come ipertensione arteriosa, ictus e infarto del miocardio, oltre al cancro, rappresentano una vera e propria piaga per la società contemporanea. Abbiamo chiesto alcuni chiarimenti a un medico che ha deciso di dedicare la sua attività in particolare alla prevenzione di questo tipo di condizioni, il Dott. Eugenio Ruggeri, Medico Internista Nutrizionista che svolge la sua attività tra Ancona, Rimini-San Marino e Bologna:

Dott. Ruggeri come imposta la sua attività clinica?

Ho denominato il servizio ambulatoriale che gestisco “Centro di nutrizione clinica, correzione dello stile di vita e Medicina Preventiva” perché credo che, nella ricerca dello stato di benessere e nella prevenzione delle principali condizioni patologiche relate allo stile di vita, ci sia bisogno di curare almeno tre aspetti: la nutrizione, l’attività motoria e il ritmo circadiano.

A proposito della nutrizione?

Oggi si sente parlare di nutrizione da moltissime figure professionali e mezzi d’informazione. In molti sono in grado di produrre piani alimentari e di farlo in maniera corretta. Condizione per me fondamentale è che la produzione di un piano alimentare personalizzato derivi da una valutazione specialistica accurata che prenda in esame l’anamnesi patologica, farmacologica e fisiologica del paziente, che analizzi esami di laboratorio e indagini strumentali recentemente eseguite e che sia supportato da dati riguardanti l’esame obiettivo e la composizione corporea del soggetto. Per produrre un piano alimentare dobbiamo capire chi abbiamo davanti facendo si che, per il paziente, sia effettivamente possibile mettere in pratica i provvedimenti che stiamo proponendo. La conoscenza della pratica clinica medica mi consente di adattare il piano alimentare a eventuali condizioni patologiche oltre che di seguire l’evoluzione delle stesse.

E per quanto riguarda l’attività fisica?

L’attività motoria è un aspetto fondamentale da associare alla cura della nutrizione. Con diete di restrizione non affiancate da un corretto piano di attività fisica, adeguato alle caratteristiche del paziente, si rischia la perdita di abbondanti quantità di massa magra (massa muscolare e ossea) con una riduzione delle spese giornaliere dell’organismo, ossia del metabolismo basale, e un aumento del rischio di infortunio. Quindi, secondo il mio parere, meglio incrementare l’esercizio e la costruzione di massa magra piuttosto che ridurre al massimo l’entità calorica della dieta. In particolare consiglio l’esecuzione di programmi di attività fisica in alta intensità intermittente (HIIT). Questo tipo di esercizio, seppure eseguito per periodi di tempo relativamente brevi, consente di ottenere ottimi risultati in termini di miglioramento della capacità aerobica, aumento del metabolismo basale e riduzione della massa grassa, portando l’organismo ad avere alti consumi anche nelle ore successive l’allenamento.

Cosa si intende per “ritmo circadiano”?

Di ritmo circadiano, forse, si sente parlare meno, questo non vuol dire che rivesta un ruolo di minor rilevanza rispetto ai precedenti. Oggi infatti il nostro stile di vita ci porta a spostare attività conviviali e sportive verso le ore serali della giornata, ossia quando la nostra “macchina” si sta preparando a spegnersi e rigenerarsi con le ore di sonno notturno. Spesso non forniamo energia a sufficienza nelle prime ore della giornata quando la richiesta è maggiore per le quotidiane attività lavorative e quando verrebbe consumata, mentre ne forniamo a sproposito nelle ore serali, quando le richieste metaboliche dell’organismo sono pressoché nulle, alterando la qualità del sonno con i processi di rigenerazione del sistema nervoso e immunitario. Questo ci porta a un continuo accumulo di energia di deposito sotto forma di massa grassa, a sua volta responsabile dell’innesco di vari meccanismi d’infiammazione. Il mio consiglio è quindi quello di spostare il tempo dedicato all’attività fisica oltre che la maggior parte dell’introito calorico giornaliero verso le prime ore della giornata, riducendo invece eventi stressanti e pasti pesanti nelle ore serali.

Eugenioruggeri.it

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