La biorisonanza fa perdere peso con la dieta Kyminasi

La biorisonanza può essere utile per dimagrire? Sì, se si applica la dieta Kyminasi, una soluzione che prevede di ricondizionare il metabolismo della persona. Tutto si basa sul ricorso a onde elettromagnetiche che vanno a stimolare l’organismo e, in particolare, a favorire il recupero delle capacità assimilative. L’organismo viene indotto ad autoregolarsi, così da riuscire a ristabilire il proprio equilibrio energetico. Ciò, tra l’altro, agevola l’autoguarigione da disturbi funzionali o malattie che possono riguardare i vari organi. Ciò avviene tramite la rimozione di interferenze dovute non solo a squilibri interni, ma anche a fattori esogeni.

Perché scegliere la dieta Kyminasi

La Kyminasi è una dieta veloce per mezzo della quale l’organismo ha l’opportunità di disintossicarsi. Al tempo stesso, vengono meno le compulsioni alimentari: il soggetto vuole alimentarsi in maniera equilibrata anche dopo che la dieta si conclude. È stato evidenziato che in 9 casi su 10 le persone che hanno sperimentato questo stile alimentare non avvertono fame e, in più, sentono di avere più energia. Solo nel corso del primo mese si può arrivare a perdere oltre 15 chili; ma nonostante questo i tessuti del corpo non patiscono alcun cedimento, a differenza di quel che succede con regimi dietetici di altro genere.

A cosa serve questo regime alimentare

Il programma della dieta Kyminasi è stato concepito e messo a punto per permettere di bruciare i grassi nelle parti del corpo più critiche. Esso, inoltre, consente di rimodellare la silhouette in corrispondenza dei fianchi e dell’interno coscia. Non è tutto, perché si verifica anche il ripristino delle capacità assimilative e metaboliche, in virtù di un dispositivo che fa capire al corpo come si possono bruciare i grassi di troppo. Un ulteriore aspetto da non sottovalutare ha a che fare con la scomparsa delle intolleranze alimentari più frequenti, in grado di disturbare il processo di assimilazione.

Come si svolge la dieta

La dieta Kyminasi prevede uno svolgimento articolato su tre fasi differenti, per un totale di sei mesi. Nel corso del primo mese è necessario sopportare le restrizioni più forti, anche se comunque la varietà di alimenti tra cui scegliere è apprezzabile. Si spazia dal pesce alle carni bianche, passando per le verdure. Il pesce spada, il polpo, la platessa, il dentice, le melanzane, il porro e il cavolo sono esempi di alimenti che si possono consumare in questa fase, a condizione che si evitino i grassi e l’olio.

La prima fase, la più dura

Durante la prima fase della dieta Kyminasi non si possono mangiare le carni grasse, i cereali, i latticini, la frutta secca e il pane; anche gli alcolici sono messi al bando. Ammessi, invece, il succo di limone, il pepe, le spezie e il sale. Le dosi non prevedono limitazioni, mentre oltre alla cottura ai ferri e a quella alla piastra sono concesse anche la griglia e la bollitura.

La seconda e la terza fase

Nel secondo mese, poi, si allarga la varietà di cibi permessi: tutti i tipi di frutta e la bresaola. A partire dal terzo mese, infine, si introducono a mano a mano tutti gli altri tipi di cibi, fino ad arrivare a un regime alimentare che non prevede più limitazioni e si può considerare completo. La dieta Kyminasi presuppone un completo esame medico del soggetto, visto che può essere seguita solo da persone che non hanno patologie. Essa consente di riprogrammare il metabolismo con l’aiuto delle frequenze elettromagnetiche. Sono frequenze uguali a quelle già generate dal corpo umano al fine di regolare e garantire lo svolgimento delle funzioni fisiologiche: nulla di cui preoccuparsi, dunque.

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