Lorcaserina: il farmaco che contrasta l’Obesità senza controindicazioni per il cuore

Obesità

Si chiama lorcaserina il farmaco già in commercio negli Stati Uniti a determinare una diminuzione di peso sulle persone obese senza incrementare il pericolo di effetti collaterali sul sistema cardiovascolare. Va detto che lo studio non ha avuto un risultato a favore delle malattie cardiovascolari per cui si può dire che non lo influenza ne negativamente e neppure positivamente.

Avere una semplice pillola da prendere al mattino per diminuire il peso è il sogno di milioni di persone obese che nei paesi industrializzati si stanno moltiplicando di anno in anno a causa di uno stile di vita che premia un’alimentazione eccessiva a fronte della sedentarietà.

Già nel 2012 questo stesso farmaco si era dimostrato capace di incidere sul peso corporeo per circa il 5%. Secondo lo studio Camellia-Timi 61 la lorcaserina è un farmaco sicuro e questo risultato è per ora unico tra i farmaci che si preoccupano di far perdere peso. E’ stato accertato che non c’è alcun impatto sul rischio vascolare con buona pace di coloro che lo utilizzano da anni ormai negli Stati Uniti.

Non è ancora chiaro come agisce la lorcaserina

Molti farmaci che sono stati sviluppati per far perdere peso si basano sulla funzione inibitoria dell’appetito. Nel caso della Lorcaserina questo effetto non è ben chiaro e quindi non c’è certezza. In pratica si pensa che invii segnali al cervello che indicano che non si ha fame. L’agenzia americana Fda lo ha autorizzato a metà del 2012 come farmaco a tutti gli effetti.

Il controllo però ha anche indicato di compiere ulteriori ricerche per comprovarne la sua sicurezza in merito ai rischi cardiovascolari, ed è questa richiesta che ha fatto partire lo studio.

Sul versante europeo però sussistono dubbi che riguardano l’insorgenza di tumori e di disturbi psichici. La corrispondente agenzia per il farmaco europea, la Ema, non ha dato il via libero alla sua diffusione commerciale, per ora quindi ci si può rifare solo sullo studio di Boston.

I risultati dello studio americano sulla lorcaserina

Lo studio clinico Camellia-Timi 61, è stato condotto tra il 2014 e il 2017, con step intermedi necessari per le misurazioni annuali.

Sono state coinvolte 12 mila persone adulte in stato di obesità con presenza di potenziale rischio cardiovascolare in molti casi conclamato. L’obiettivo è stato quello di accertare l’effetto placebo sull’assunzione del farmaco dimagrante, per questo motivo sono stati creati due gruppi omogenei.

Le differenze sono emerse già al termine del primo anno, il 39% del campione che ha assunto la lorcaserina ha perduto circa il 5% del peso, contro un 17% del campione di quelli che non lo hanno assunto. Ciò è abbastanza per assicurare l’efficacia del trattamento.

Per quanto riguarda la sicurezza del farmaco gli eventi cardiovascolari sono stati indifferenti rispetto ai due campioni, dopo 40 mesi di test. Se si può dire che non c’è influenza negativa sul pericolo cardiovascolare, non c’è però, neppure un miglioramento, e questo sarebbe stato un risultato che sarebbe dovuto andare di pari passo con la perdita di peso, ma che non si è registrato.

Il test ha avuto anche altre risultanze. In particolare è stato notato un’incidenza favorevole alla diminuzione dei casi di diabete. Questo punto però non può essere considerato del tutto attendibile poiché lo scarto è troppo basso tra i due campioni di pazienti analizzati.

Come quasi sempre accade, un’analisi porta ad ispirarne altre e nel caso della lorcaserina ci si auspica che i test possano prolungarsi per arrivare a dettagliare il quadro più amplio possibile. L’incidenza del diabete nel campione sottoposto a placebo è arrivato al  10,3%, nel caso del campione che invece ha assunto il farmaco dimagrante si è arrivati al 8,5%.

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