Mela, pera e uva: 3 frutti d’autunno alleati del nostro benessere

Mela, pera e uva

Primavera, estate, autunno, inverno: ad ogni stagione frutta sana, dolce e profumata.  A partire dalla fine di settembre ecco mele, pere, cachi, melograno, uva, corbezzoli e mirtilli rossi. E ancora: nespole, noci, mandorle e nocciole. L’autunno si colora dei colori accesi e caldi della sua frutta, ognuno di loro con proprietà e benefici che favoriscono il buon andamento della nostra salute. I più diffusi sulla tavola e nella dieta degli Italiani sono senza dubbio mela, pera e uva, 3 frutti d’autunno veri e propri alleati del nostro benessere psico-fisico.

Mela, una (e più) al giorno…

Come cita il noto proverbio popolare, una mela al giorno leva il medico di torno. Ancora meglio se è più di una: è risaputo, dalla notte dei tempi, che il regolare consumo di questo alimento-medicina sia un vero e proprio toccasana per il nostro organismo. Già nelle antiche civiltà mediterranee, come in Egitto, in Asia Minore e successivamente nell’antica Roma, si conoscevano i benefici della mela e le sue qualità terapeutiche. Da sempre, la mela può essere utilizzata sia come alimento che come farmaco. A partire dai primi mesi di età, fino alla vecchiaia, questo frutto miracoloso accompagna la nostra dieta alimentare aiutandoci a vivere meglio e in salute.

La mela èdiuretica, aiuta ad eliminare gli acidi urici, è lassativa ed è un frutto detox per eccellenza, ossia depura l’organismo da tutte le scorie tossiche. Il consumo quotidiano di mele abbassa i livelli di colesterolo e di zucchero nel sangue e decongestiona il fegato affaticato. Aiuta, migliorandolo, il decorso di ulcera, gastrite e colite. Nonostante sia un frutto caratteristico dell’autunno, la mela è diffusa anche in altri periodi dell’anno, si conserva bene per lungo tempo.

Sembra davvero che la mela non abbia controindicazioni, nemmeno sulla quantità da consumare ogni giorno. Un consiglio comunque c’è: quello della masticazione. Ogni boccone di mela deve essere ridotto accuratamente in uno stato di poltiglia, quasi liquida, prima di essere degluttito. È così che rende il massimo come alimento terapeutico e detox.

Pera, regolatore d’intestino per eccellenza

Un altro frutto molto diffuso nelle diete d’autunno è la pera. La sua caratteristica principale è quella di essere un regolatore formidabile dell’intestino, grazie alla pectina e alle altre fibre idrosolubili di cui questo frutto è ricco. A contatto con l’acqua le fibre idrosolubili si gonfiano notevolmente, rendendo le feci più morbide e più consistenti di massa. Tutto ciò ne provoca una più facile espulsione. Da ciò ne deriva anche il fatto che, superato un certo livello di fibre assunte dall’organismo, la pera diventa un vero e proprio lassativo.

Il consumo di pere tonifica la parete intestinale e ne riduce l’eventuale infiammazione, modula l’assorbimento delle sostanze nutritive, regolando i livelli di zuccheri e colesterolo nel sangue. Per questo motivo può essere consumato da diabetici senza particolari prescrizioni sulla quantità. La pera ha benefici anche sull’apparato urinario, aiutando l’eliminazione degli acidi urici. È raccomandato a chi soffre di gotta, di dolori articolari e di reumatismi.

Come la mela, anche la pera è un frutto versatile, da consumarsi crudo o come ingrediente di altre pietanze, ma al contrario della mela, il suo consumo presenta qualche controindicazione. La pera se mangiata in eccesso, mediamente oltre le due al giorno, può procurare una sensazione di stomaco dilatato: si consiglia di limitarne il consumo a chi soffre di digestione lenta e difficile e di evitare di mangiarle a stomaco pieno, dopo i pasti.

Uva, salute e benessere a grappoli

Anche l’uva è una pianta di origine antichissima. Ci sono notizie certe che già gli antichi Egizi si dedicavano con cura e interesse alla viticoltura. Materiali fossili rinvenuti in Sicilia, risalenti a due millenni prima di Cristo, testimoniano che anche in Italia si consumava uva e vino da tempi molto remoti. In antichità, infatti, la nostra penisola veniva chiamata Enotria, la Terra del vino. I Romani furono coloro che più di altri, promossero la diffusione e la coltivazione della vite in tutte le terre da loro conquistate nel corso dei secoli.

L’uva è un alimento molto affine al nostro organismo. Le sostanze di cui si compone, per valori nutrizionali e biologici, sono in proporzione, molto simili a quelle del latte materno, tanto che il succo d’uva viene considerato al pari di un latte vegetale. Ha benefici mineralizzanti, energetici, disintossicanti, diuretici e lassativi. Il consumo di uva da tavola viene particolarmente indicato nelle convalescenze e nelle anemie, durante il periodo della gravidanza e in allattamento. Traggono giovamento nel mangiare l’uva chi soffre di dolori reumatici, chi è obeso o in sovrappeso, chi ha il metabolismo lento e appesantito.  È un toccasana durante e dopo sforzi fisici e psichici, ottima contro l’ipertensione. Mantiene giovani e attive tutte le cellule dell’organismo.

Come altri alimenti-farmaci, anche il consumo di uva prevede qualche limitazione: non è consigliata a chi soffre di ulcera gastrica con secrezioni acide e di colite e ai diabetici, se non con moderazione e a piccoli sorsi, in caso di consumo di succo d’uva.

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