Micropenia

Intro

Uno dei problemi legati all’apparato genitale maschile è quello della Micropenia o banalmente, un pene di dimensioni ridotte rispetto alla norma. Questa condizione anatomica particolare, che penalizza un individuo fin dalla sua nascita, sembra, secondo statistiche, che colpisca un nuovo neonato ogni 200, e la causa, è generalmente la scarsa produzione di testosterone, ovvero il più importante ormone sessuale maschile, dai primi giorni di vita del bambino fino all’età adolescenziale. Esistono, ad ogni modo, altre cause, date ad esempio dall’insensibilità dei tessuti agli androgeni, malformazioni con o senza anomalie cromosomiche, fattori ambientali e casi idiopatici, cioè senza spiegazione di pene piccolo.

Dimensioni del micro pene

Quando si parla di micropene dobbiamo sapere e tenere in considerazione diverse e ben precise misure:

  • Il pene di un individuo adulto in stato flaccido, non deve essere più lungo di 4 cm;
  • In stato di erezione, il pene non supera i 7 cm di lunghezza, e per un neonato 1,5 cm.

Altre misure purtroppo, se comparate con quelle di un individuo normale, che ricordiamo essere in media 12,5 cm in erezione, mentre per quella del neonato tra i 2,5 e 4 cm.

Conseguenze

Essere soggetti ad una patologia come la micropenia può portare a gravi conseguenze o disturbi nell’individuo a vari livelli. Come prima cosa, può rendere difficile la minzione, ostacolandone la normale funzione biologica, oltre a compromettere la fertilità. Segnaliamo inoltre che la condizione di micropene potrebbe pregiudicare la sfera sessuale e psicologica, ricoprendo un notevole problema nei rapporti sessuali, che influiscono sull’individuo, inducendolo a cadere in gravi stati psicologici, come la depressione.

Rimedi contro la micropenia

Per riuscire a risolvere questo problema oggi abbiamo la possibilità di provare diversi rimedi di altrettanto diversa natura.

Se stavate pensando a come allungare il pene o desiderate solamente aggiungere cm ed intensificare le erezioni in un arco di tempo definito, potrete assicurarvi risultati in tempi non tanto lunghi ed attraverso metodi naturali, assumendo integratori specifici per l’allungamento, così come creme, olii, oppure pompe ed estensori che in un trattamento mensile permettono già di avere i primi segni di ingrandimento.

Un altro dei metodi più utilizzati, è la prescrizione di farmaci per un trattamento ormonale, ovvero la somministrazione di testosterone esogeno, anche se a dirla tutta, per ottimizzare i risultati di questa pratica, bisognerebbe iniziare l’assunzione di ormoni in tenera età. In linea di massima comunque, una volta che si inizia il trattamento, dovrà essere sospeso ogni 3 mesi e tenuto sotto controllo dal medico, che deciderà il tipo di trattamento, la durata e la dose da prendere.

Abbiamo inoltre la pratica di massaggi ed esercizi per il pene, anche se non garantiscono un reale risultato. Stiamo parlando degli esercizi di Kegel e Jelqing. Il metodo di esercitazione Jelqing, è una pratica molto antica di origine araba, che consiste nella costante e continua stimolazione del pene, attraverso lo stiramento. Nello specifico, si dovrà stirare in avanti il pene eretto, alternando le mani, per circa tre secondi.

Gli esercizi di Kegel invece, consistono nella contrazione volontaria del pavimento pelvico, eseguita in qualsiasi posizione. Per eseguire questi esercizi, si dovrà immaginare di urinare e far in modo di bloccare il flusso per poi farlo proseguire, quindi contrarre i muscoli e rilasciarli per 5-10 secondi per tre volte al giorno.

Infine, una delle soluzione che sta andando molto in voga nonostante i suoi costi eccessivi, è la chirurgia. La cosiddetta falloplastica di allungamento, prevede il prelevamento di una parte di tessuto, solitamente dall’avambraccio del paziente, per poi essere inserito intorno al pene. Una volta sistemato a forma di cilindro, verrà raggiunto da vasi sanguigni, innervato ed associato ad una protesi gonfiabile con canali che permettono la fuoriuscita di urina e sperma. La prognosi poi varierà in base alla durata dell’intervento, l’età e lo stato di salute del paziente.

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