L’olio di palma fa male alla salute e all’ambiente, ma il biologico è sostenibile

Olio di Palma

Ultimamente si parla sempre più spesso dell’olio di palma, soprattutto in relazione al settore alimentare. Prima di mettere in evidenza tutti gli effetti di questo grasso di origine vegetale può essere utile spiegare brevemente come esso viene ricavato: si tratta, in sintesi, di un prodotto ottenuto tramite spremitura della polpa dei frutti della palma da olio, in particolare della specie conosciuta come Elaeis guineensis. Quest’ultima, originaria dell’Africa, è attualmente molto diffusa in tutto il mondo proprio in virtù dell’ampio utilizzo dell’olio di palma.
Sono diversi i cibi che contengono questo tipo di grasso: si pensi alle merendine, ai biscotti comunemente acquistabili nei supermercati, alle creme salate e dolci, persino al pane. L’olio di palma è inoltre presente in alcuni cosmetici, anche se il maggiore settore di impiego è quello gastronomico.

L’olio di palma e l’industria alimentare

Sono molti i motivi per cui l’olio di palma è tanto usato per la preparazione di prodotti culinari di ogni genere. Esso, innanzitutto, non irrancidisce e fa sì che gli alimenti, soprattutto i dolci, restino freschi anche se farciti: questo è un enorme vantaggio nel campo della pasticceria. Inoltre, questo grasso vegetale è contraddistinto da un’elevata resistenza al deterioramento e assicura, pertanto, un’ottimale conservazione delle vivande. L’olio di palma è insapore e non condiziona il gusto dei cibi; è economico e, di conseguenza, limita di molto i costi di produzione. Un’altra motivazione che lo rende tanto popolare è di carattere legislativo, in quanto tale olio è del tutto in regola con le più recenti norme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità relative ai grassi idrogenati. 
Il successo dell’olio di palma nell’industria alimentare si spiega anche con la sua capacità di regalare la giusta consistenza ai dolci, ai biscotti e, in generale, a tutti i prodotti che lo includono tra gli ingredienti. L’olio di oliva e quello di semi, al contrario, tendono ad ammorbidire eccessivamente i cibi perché sono ricchi di acidi grassi mono e polinsaturi: essi, quindi, sono stati progressivamente sostituiti.

Perché l’olio di palma fa male alla salute?

Negli ultimi tempi circolano sempre più voci negative sull’olio di palma. Si parla soprattutto dei suoi numerosi effetti deleteri sulla salute dell’organismo: diversi studi confermano che alcuni componenti del prodotto sono potenzialmente cancerogeni. Si tratta, nello specifico, dei contaminanti a base di glicerolo, ovvero i glicidil esteri degli acidi grassi, il 3-monocloropropandiolo e il 2-monocloropropandiolo. Queste sostanze sono presenti anche in altri oli vegetali e nelle margarine, ma i livelli più alti sono raggiunti proprio nell’olio di palma e nei grassi di palma. Secondo i dati riportati dall’EFSA, le quantità di glicidil esteri, 3-mcpd e 2-mcpd contenute nell’olio di palma superano la dose quotidiana tollerabile dagli esseri umani e provocano problemi di salute agli individui di qualunque fascia di età.
Per il resto, il grasso vegetale in oggetto aumenta i livelli di colesterolo nel sangue e determina l’insorgere di varie malattie di tipo cardiovascolare. Esso, inoltre, contribuisce alla diffusione di patologie quali il diabete e l’arteriosclerosi. Il dossier dell’EFSA testimonia un dimezzamento dei glicidil esteri nell’olio di palma tra il 2010 e il 2015, ma si è ancora lontani dal raggiungimento di un risultato significativo.

Palma da olio

Gli effetti dell’olio di palma sull’ambiente

L’olio di palma ha conseguenze negative non solo sulla salute umana, ma anche sull’ecosistema. I problemi ambientali causati dall’olio di palma sono dovuti e in particolare all’abbattimento di numerose foreste pluviali nelle zone del sud-est asiatico, con lo scopo di fare spazio alla coltivazione di palma da olio: ciò, ovviamente, ha un esito disastroso sulla biodiversità e sulla fauna locale, la quale è andata incontro a una notevole riduzione a causa della deforestazione. Le piantagioni di palma da olio, in più, si basano nella maggior parte dei casi sullo sfruttamento della forza lavoro locale, che si trova in una condizione molto simile alla schiavitù.
La distruzione delle antiche foreste, in paesi come la Malesia, le Filippine e l’Indonesia, favorisce la produzione dei pericolosi gas serra, responsabili del surriscaldamento globale. Non bisogna dimenticare, in aggiunta, che le palme da olio vengono coltivate con pesticidi e concimi di sintesi, estremamente dannosi per l’ambiente. I governi locali supportano tali attività; tuttavia, nel 2014 è stato emanato un accordo finalizzato a limitare l’impatto che la produzione di olio di palma ha sull’ecosistema, al quale hanno aderito molte aziende importanti.

Un olio di palma sostenibile

Alla luce di tutto ciò, si può comprendere che i danni all’ambiente dipendono soprattutto dalle coltivazioni di palma da olio promosse dalle multinazionali. Qualora le palme venissero circoscritte a un’area più ristretta, senza che siano abbattute intere foreste, gli effetti negativi sarebbero certamente inferiori. Se le piantagioni fossero affidate unicamente ai piccoli agricoltori si eviterebbero anche molti fertilizzanti e antiparassitari chimici. Si otterrebbe, tra l’altro, un olio di palma biologico, di migliore qualità e meno rischioso per la salute. Grazie a questi risultati i prodotti delle multinazionali sarebbero, con il passare del tempo, messi in secondo piano.

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