Perché gli assorbenti uomo sono sempre più importanti per le persone anziane

Per chi ha problemi di incontinenza urinaria, può essere fondamentale avere a disposizione informazioni precise sugli assorbenti uomo: a cosa servono, quanto costano e come devono essere utilizzati. Si calcola che siano circa 4 milioni e mezzo gli italiani che devono fare i conti con problemi di incontinenza urinaria e che, proprio per questo motivo, sono costretti a ricorrere ai cosiddetti ausili monouso ad assorbenza: in altre parole, i pannoloni. Tuttavia, il numero di pazienti che ottengono tale fornitura dal Servizio Sanitario Nazionale in maniera gratuita supera di poco il milione di unità, il che vuol dire che ci sono 3 milioni e mezzo di persone che devono spendere – e non poco – per usufruirne.

La gestione regionale e l’assistenza sanitaria nazionale

Come sempre succede quando si parla della sanità del nostro Paese, la gestione del problema non è omogenea a livello nazionale, ma è differenziata – anzi, forse sarebbe più corretto dire che è parcellizzata – a livello regionale, il che comporta una gestione dei fondi poco equilibrata. In totale, l’assistenza sanitaria nazionale mette a disposizione poco meno del 70 per cento degli ausili richiesti. Tuttavia si tratta di prodotti di qualità differenti, poiché gli investimenti non sono sempre uguali da una regione a un’altra, e a volte ci possono essere distinzioni perfino tra Asl dello stesso territorio. Così, anche coloro che hanno il diritto di ricevere tali supporti si ritrovano comunque a dover integrare le scorte comprandone altre con soldi propri. Perfino le modalità e i tempi di consegna sono variabili (in genere una volta ogni tre mesi, ma c’è chi opta per la consegna a domicilio e chi è obbligato ad andare in farmacia per ritirare i prodotti).

La spesa statale 

Per gli assorbenti uomo e per i pannoloni lo Stato spende, al giorno d’oggi, più di 355 milioni di euro in un anno, riuscendo a soddisfare le esigenze solo di 1 milione e 150mila pazienti. Dall’Università Bocconi di Milano, però, giunge una proposta che potrebbe consentire di venire a capo del problema, grazie al Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale. Si tratta, in pratica, di ricorrere a una specie di bonus pannolone che trae ispirazione da una realtà che è già attiva in Piemonte.

Il bonus pannolone

Il modello preso in considerazione potrebbe consentire di annullare le diseguaglianze tra coloro che hanno bisogno di assorbenti uomo: i cittadini sarebbero messi nelle condizioni di usufruire di un sistema in grado di soddisfare le loro esigenze. Il bonus sarebbe compreso tra un minimo di 9 euro e un massimo di 56 euro, in base al livello di gravità del problema.

Come funziona il sistema

Secondo quanto previsto dal progetto, in tutte le regioni sarebbe erogato il bonus, per una spesa pubblica totale che non cambierebbe. Per usare il bonus sarebbe sufficiente la tessera sanitaria, mentre un accordo tra il Servizio Sanitario Nazionale e i fornitori potrebbe far sì che la fornitura venga integrata a un prezzo più conveniente. Per le famiglie, il risparmio stimato potrebbe arrivare, nei migliori dei casi, fino al 30 per cento.

I benefici

guadagnare da questo sistema sarebbero sia i pazienti che lo Stato. Il Servizio Sanitario, in particolare, avrebbe l’occasione di personalizzare le forniture e di tenere sotto controllo la spesa sostenuta per tali ausili, in modo da poter decidere di ampliare la copertura a più pazienti. Questi ultimi, a loro volta, potrebbero scegliere gli ausili che preferiscono in un vasto assortimento, magari con il supporto di un infermiere, grazie ai consigli del proprio farmacista o con i suggerimenti di un tutor. Le stesse aziende fornitrici troverebbero un vantaggio economico.

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