Recupero dalle dipendenze con la stimolazione cerebrale

Dipendenze

In che modo la stimolazione cerebrale può essere sfruttata per la cura delle dipendenze? Il nostro cervello è in grado di funzionare per mezzo dei neuroni che sono presenti al suo interno: essi sono collegati tra di loro tramite degli impulsi di natura chimica e di natura elettrica che vengono trasmessi con grande rapidità. In un soggetto che fa uso cronico di sostanze, la trasmissione viene compromessa, nel senso che gli impulsi sono meno veloci. Si verificano, inoltre, delle modificazioni consistenti nei neurotrasmettitori, che sono sostanze presenti nel cervello: così chi soffre di una dipendenza si rende protagonista di comportamenti disregolati.
Ne abbiamo parlato con il Dott. Claudio Pederzani del Centro per il recupero delle dipendenze San Nicola, ecco che cose è emerso:

Le tecniche di stimolazione cerebrale più recenti provano a intervenire su questi meccanismi, in modo da garantire una cura della dipendenza più efficaci. La stimolazione magnetica transcranica, in particolare, viene riconosciuta come molto importante in questo contesto, anche perché si tratta di una tecnica non invasiva.

Stimolazione magnetica transcranica

La stimolazione magnetica transcranica ripetitiva, a volte indicata con l’acronimo rTMS, prevede l’induzione a livello intracranico di un campo elettromagnetico, allo scopo di condizionare il funzionamento delle cellule che si trovano in corrispondenza del luogo in cui avviene la stimolazione stessa. Questo procedimento prende il nome di depolarizzazione e inibisce o attiva, a seconda dei casi, l’attività dei neuroni a livello sottocorticale o corticale. In particolare, la loro inibizione avviene per mezzo di impulsi a bassa frequenza, non superiore a 1 Hz, mentre la loro attivazione è possibile grazie a impulsi ad alta frequenza, non inferiore a 5 Hz.

Quante sessioni sono necessarie per ottenere i risultati desiderati?

Una sola sessione di stimolazione può essere sufficiente per ottenere i primi significativi risultati a livello cerebrale. Tuttavia, c’è bisogno di più sessioni per fare in modo che i comportamenti di ricerca si riducano e gli episodi di craving diminuiscano. La stimolazione magnetica transcranica opera sulle strutture cerebrali che hanno un ruolo decisivo nel meccanismo della dipendenza: essa, quindi, offre un supporto prezioso nel contesto di un processo di recupero che deve contemplare anche metodi di cura più tradizionali, di carattere psicoterapico e farmacologico.

Come funziona nello specifico la stimolazione?

Diverse ricerche hanno permesso di capire che la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva ha la capacità di modificare l’eccitabilità corticale per effetto della modulazione di vari neurotrasmettitori che hanno un ruolo nei processi di dipendenza. Nel momento in cui viene applicata alla corteccia prefrontale dorsolaterale, in particolare, la rTMS favorisce il rilascio di dopamina e in più diminuisce la frequenza e l’intensità degli episodi di craving. La stimolazione, in sintesi, amplifica le capacità di controllo inibitorio.

Perché è importante curare la dipendenza da sostanze?

In tutto il mondo ci sono milioni di persone che ogni giorno devono fare i conti con la dipendenza da cocaina o da altre sostanze stupefacenti e, soprattutto, con le conseguenze che ne derivano. Questo problema, infatti, può avere un impatto devastante sulla quotidianità di chi ne soffre, non solo sul piano delle relazioni sociali, ma anche in termini di perdita del posto di lavoro e di isolamento complessivo. La dipendenza è il risultato di cambiamenti significativi che si verificano nella chimica e nella struttura cerebrale, dal momento che le sostanze alterano gli equilibri del cervello delle persone.

Che cosa succede se non si interviene?

Un utilizzo cronico delle sostanze favorisce un calo del volume cerebrale con riferimento nello specifico alla corteccia dorsolaterale: la zona del cervello da cui dipendono la programmazione e l’esecuzione delle azioni. Un altro “luogo” del cervello che è coinvolto nel ciclo della dipendenza va individuato nella corteccia cingolata anteriore, che ha a che fare con il sistema della ricompensa. Quest’ultimo è un circuito cerebrale che permette la diffusione della dopamina, una sostanza da cui dipendono le sensazioni di euforia, di soddisfazione, di pienezza, di benessere e di piacere che si avvertono durante la vita di tutti i giorni. Il sistema della ricompensa è, non a caso, uno dei responsabili delle dipendenze. 

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