Binge-eating: cosa fare quando la fame d’amore si ripercuote sulla sfera psicofisica?

Binge-eating

Cos’è il binge-eating? È un’espressione che dall’inglese è entrata a far parte della nostra lingua per indicare i disturbi legati all’alimentazione. Molte persone ne soffrono, perciò se conosci qualcuno in difficoltà o sperimenti anche tu qualcosa di simile, non sentirti solo.

Dato che tale situazione rende ancor più vulnerabile chi ne è affetto, abbiamo sentito il dovere morale di dedicare un approfondimento al binge-eating. Perché parlare di un problema condiviso, ci fa sentire compresi e al sicuro.

Qualcun altro là fuori ci capisce poiché vive una circostanza simile; pertanto, condividere un’esperienza vissuta può esserci d’aiuto. Concretamente. Quante volte ci chiediamo: “chissà se altre persone si stanno sentendo come me adesso”? Infinite.

Ebbene, l’articolo che segue intende esattamente andare alle radici del binge-eating. Scopriamo insieme a te che cosa significa esserne afflitti. Si può guarire dal binge-eating? Certamente. L’importante è non perdere mai la speranza. Occorre più che altro pazienza, perché ognuno di noi ha i suoi tempi di recupero e resilienza.

Allora, niente paura. Tantomeno vergogna. Ricorda che dietro ogni disturbo c’è qualcosa che trascuriamo di noi stessi o delle aspettative che attendono invano. Per vivere bene basta davvero poco. Seguici per soddisfare questo appetito di salutare curiosità.

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Binge-eating: come si manifesta la fame d’amore?

Cos’è il binge-eating? Secondo fondazioneveronesi.it, il binge-eating è un disturbo dell’alimentazione, che si manifesta attraverso dei sintomi alquanto simili in ogni persona affetta, ossia:

  • Abbuffate disordinate
  • Fame compulsiva
  • Sensi di colpa per la perdita di controllo.

Quando insorge il binge-eating? Di solito, tutte le volte in cui il nostro vissuto quotidiano viene percepito come insoddisfacente e privo di stimoli. Parimenti, il binge-eating si sviluppa in coloro che ricercano la soddisfazione immediata ai loro desideri. E non trovandola, essi ripiegano sul cibo, poiché questo fornisce il piacere immediato. Tutta una questione di immediatezza.

Binge-eating: perché al senso di frustrazione segue uno stato di malessere fisico?

Perché il binge-eating causa malessere fisico? La risposta è di pancia. Già, poiché il nostro stomaco la pensa diversamente in fatto di nutrizione. Eccome. Di fatto, dopo ogni abbuffata, ecco che seguono episodi più o meno violenti di malesseri, quali:

  • Vomito anche indotto
  • Frustrazione
  • Vergogna
  • Rigidità verso noi stessi.

E così, invece di migliorare, la storia si ripete in un circolo vizioso. Ma che si può spezzare. La radice del problema sta nel punto di vista distorto che abbiamo nei confronti della vita. La funzione del cibo è quella di nutrirci, provando il piacere del gusto. Quando le circostanze si fanno amare, la soluzione non è da ricercarsi negli alimenti, bensì nella voglia di amare.

La fame d’amore insoddisfatta può ripiegare sulla nostra sfera emotiva, affettando al contempo la nostra quotidianità. Tuttavia, non è colpa nostra tantomeno dell’imprevedibilità, se non troviamo subito la soddisfazione tanto ambita. La vita fluisce spontaneamente.

Ciò che possiamo e dobbiamo fare è imparare a volerci bene. Altrimenti, come possiamo aprirci in modo sano all’amore verso il prossimo? Quest’è la chiave della soluzione. Ora vediamo quale porta essa apre.

Binge-eating: la dieta da seguire è quella suggerita dal cuore e dalla psicoterapia

Quante volte ci siamo riproposti di dimagrire? Ma poi, quella fame nervosa che ha il nome di binge-eating ritorna implacabile. Allora ecco che ricerchiamo diete da seguire ogni lunedì. Non ancora contenti, ci rivolgiamo ad un nutrizionista per cominciare con determinazione un nuovo capitolo alimentare.

I buoni propositi ci sono. Ricominciamo con fiducia. Strada mangiando, però, facciamo un primo strappa alla regola, cui ne segue un altro finendo per perderci nelle pieghe degli strappi. E quando arriva la data di controllo dal nutrizionista, ci assalgono i sensi di colpa e la vergogna, perché siamo ingrassati.

Quanto più ci trinceriamo in simili ragionamenti, tanto meno otteniamo di buono. Il medico vuole il nostro bene, è ovvio. E noi altrettanto, se ci rivolgiamo alla sua competenza per rivoluzionare la nostra dieta. Eppure, finiamo per incolpare il nutrizionista dei nostri risultati insoddisfacenti. Ma il concetto errato risiede nella rigidità con cui ci trattiamo.

Dunque, impariamo ad ascoltarci dentro. Il nostro cuore ci parla e ci invita all’ascolto dei nostri veri bisogni insieme alla testa. Vediamo in che modo possiamo partecipare attivamente. Ricordiamo che la meta cui tendereè il benessere a lungo termine.

Binge-eating: come ci liberiamo di un antidolorifico giustificato che non reca alcun sollievo?

A questo punto è facile ammettere che cadiamo in preda al binge-eating quando lo consideriamo un antidolorifico cui ricorrere, ogni qualvolta perdiamo il ciuccetto. Come accade ai neonati. Il primo passo verso la guarigione sta nell’onestà verso noi stessi, anzitutto.

Guardiamoci allo specchio così come siamo. Senza paura né vergogna. Poiché quello che vediamo riflesso è il ritratto della nostra unicità. Se ci guardiamo a fondo, allora diremo: “Siamo un capolavoro”.

Detto ciò, come ci liberiamo del binge-eating? Per superare l’ostacolo della fame nervosa, ci soccorrono i consigli della psicoterapia. In particolare, il salvagente ci viene lanciato da RIZA.it, pertanto possiamo salire a bordo di tale scialuppa di salvataggio.

Binge-eating: che cosa vogliamo affogare nel cibo?

Il binge-eating può diventare il protagonista della nostra esistenza. Sono principalmente le donne ad abbuffarsi di cibi salati, insaccati, fritti e dolci. Mentre gli uomini tendono più ad assumere bevande alcoliche. Si beve per dimenticare. Ma che cosa vogliamo affogare nell’oblio?

Normalmente, vediamo nel binge-eating uno strumento utile al sollievo immediato da:

  • Tradimenti
  • Delusioni
  • Arrabbiature
  • Amori non corrisposti
  • Aspettative disattese.

Così, nel tempo, il binge-eating si trasforma in una sorta di torre d’avorio. E talvolta, il disturbo alimentare assume le sembianze di una tomba in cui seppelliamo delle questioni che temiamo di sviscerare. Oppure le parole che non riusciamo a pronunciare. E soprattutto la paura dell’abbandono.

Binge-eating: come possiamo guarire dalla fame nervosa?

Quando soffriamo di binge-eating (e questo ci riguarda più o meno da vicino in varie forme), occorre smettere di forzarci. In pratica non serve a nulla cercare di scacciare la fame nervosa assumendo psicofarmaci.Tantomeno ci torna utile costringerci a seguire diete ferree. Il tutto è controproducente.

Quando il fattore scatenante è di natura emotiva, esso va indagato nel nostro profondo. Ed è in questo percorso di sincerità con noi stessi che favoriamo la guarigione. Da parte nostra è fondamentale aprire la mente senza combattere. Come possiamo riuscirci? Grazie delle armi in nostro possesso che brillano per intelletto. E non per violenza.

Binge-eating: ecco le armi in nostro possesso per vincere il benessere

Vogliamo vincere il binge-eating?Allora armiamoci semplicemente di disponibilità all’arrendevolezza. In quanto qui non c’è alcun nemico da sconfiggere. Se non quello delle false convinzioni.

Appena sentiamo l’insorgenza di un attacco di fame nervosa, come ci dobbiamo comportare? Facciamo una pausa per porci soltanto una domanda ben precisa: “quali emozioni sto provando?”. Benissimo. Siamo già a buon punto. Prendiamo carta e penna in modo da annotare i nostri stati d’animo.

Nel far questo, però osserviamo una regola importante: l’esercizio ci serve a fare spazio alle sensazioni provate nel binge-eating. Dunque, è vietato cercarne le cause poiché tale atteggiamento innescherebbe un ulteriore fuorviante circolo vizioso.

Seguendo queste dritte, il binge-eating si potrà trasformare in un vero e proprio desiderio appagato. In realtà, lo stimolo della fame nervosa vuole condurci verso qualcosa di praticamente piacevole. Ad esempio, un’attività creativa oppure uno svago.

Infine, potremo constatare, con sommo piacere, una cosa ancor più sorprendente. Quale? Il malessere finora dipinto di angoscia ed inquietudine darà vita ad una mentalità del tutto inaspettata e nuova.

Abbi fiducia nelle tue sensazioni e capacità.

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