Schizofrenia: mettiamo un freno alla frenetica attività psichica atterrando su suolo yogico

Schizofrenia

Cos’è la schizofrenia? Molto (o troppo) spesso si fa riferimento con tono ironico a tale argomento. Ma a tutti gli effetti, c’è poco o addirittura quasi nulla da scherzare. Già perché si tratta di una patologia psichica.

E purtroppo le malattie che colpiscono l’area cerebrale sono quelle forse più insidiose. Il motivo è presto detto. Chiunque soffra di schizofrenia, sperimenta di fatto una percezione alterata sia della quotidianità che dell’emotività. Dunque, è tutta una questione di paranoie? Affatto.

In questo approfondimento intendiamo comprendere l’identità della schizofrenia, guardando ai traguardi scientifici per la sua cura. Ed insieme a ciò, vogliamo ammortizzare la caduta, con un atterraggio non convenzionale. In che senso? Atterreremo su suolo yogico, suggerendoti una Mudra utile.

Allora, abbandoniamo l’istinto del controllo su ogni cosa di per sé deleterio. E lasciamoci andare. Non nel senso della trascuratezza, bensì in quello volto al raggiungimento della pace interiore. Ebbene, cominciamo? Chi ben comincia è già a metà dell’opera.

Contenuti

Schizofrenia: conosciamola meglio dal punto di vista scientifico

Cos’è la schizofrenia? Ce lo spiega fondazioneveronesi.it. Si tratta di una malattia che colpisce il cervello. Come per altre malattie, anche il decorso di questa progredisce lento ma inesorabile. Essendo una patologia psichiatrica, essa potrebbe essere fraintesa poiché la sintomatologia è alquanto sottile all’inizio. Pertanto, occorre una valutazione approfondita da uno psichiatra.

Tuttavia, quando la schizofrenia è conclamata, allora i sintomi divengono inequivocabili. Ma quali sono? Chi soffre di schizofrenia, vede le circostanze non per ciò che sono realmente. Così, ogni dettaglio appare alterato, a causa delle difficoltà cerebrali che si verificano tanto nell’elaborazione delle emozioni quanto nella capacità di pensiero.

Schizofrenia: come si manifesta la cervellotica attività cerebrale?

Permettiamoci dell’ironia solo per sdrammatizzare un po’, pur mantenendo un tono rispettoso. A tutti gli effetti, purtroppo, la schizofrenia è una malattia cervellotica che si manifesta attraverso dei sintomi.Essi vengono ulteriormentesuddivisi in positivi e negativi.

I sintomi positivi della schizofrenia sono:

  • Deliri
  • Allucinazioni
  • Disordine nei pensieri.

Mentre, in caso di sintomatologia in negativo si sperimentano delle difficoltà nelle basilari risposte agli stimoli esterni. A questo punto, le persone afflitte dalla schizofrenia cominciano ad avere un comportamento dualistico. Se da una parte gli schizofrenici si isolano, dall’altra essi pretendono di mantenere il controllo ossessivo su tutto.

Schizofrenia: che cosa va storto nel funzionamento cerebrale?

Secondo le più recenti diagnosi di schizofrenia, il malfunzionamento cerebrale sarebbe da attribuire alla dopamina.Essa è il neurotrasmettitore responsabile delle seguenti funzioni:

  • Movimento
  • Sensazione di piacere
  • Regolazione dell’umore.

Infatti, le volte in cui la dopamina non svolge adeguatamente il proprio compito, è da interpretarsi come la spia accesa dell’olio del motore per la macchina. E qui i medici hanno già il sospetto che qualcosa non stia andando per il verso giusto. Ecco che prende il via l’iter degli esami diagnostici. Giustamente.

Si può curare la Schizofrenia? Leggiamo cosa ne pensa la scienza

Una volta diagnosticata la schizofrenia, si può guarire? È la classica domanda che ci poniamo per qualsiasi cruccio. Non bisogna mai perdere la speranza. Tantomeno dobbiamo demordere.

Attualmente, le terapie farmacologiche per il trattamento della schizofrenia risultano, a volte, refrattarie. Per questo occorre tenacia e forza di volontà. La scienza ci tende la mano e ci ricorda una regola aurea, valida parimenti per gli antibiotici: non sospendere mai la cura arbitrariamente.

Perché se inciampiamo in questi atteggiamenti errati, sarà più complicato riprendere da dove abbiamo lasciato. E per di più rischiamo di cronicizzare la schizofrenia, vanificandol’efficacia terapeutica. A fronte di ciò, la medicina ha messo a punto delle nuove formulazioni a lunga durata, senza modificare i farmaci già in uso. Di conseguenza, i processi cognitivi migliorano, minimizzando gli effetti collaterali.

Schizofrenia: grazie all’ADITI MUDRA i nostri disequilibri interiori si resettano, cominciando a girare per il verso giusto

Facendo riferimento agli effetti benefici derivanti dallo yoga, noi abbiamo individuato una Mudra, ossia una posizione assunta con le mani. Abbiamo già approfondito questo argomento in un altro articolo.

Tuttavia, l’ADITI MUDRA è cosa, per così dire, inedita. Ed avendola scovata, abbiamo pensato di divulgarla proprio per la sua coerenza terapeutica con la schizofrenia. Perché troviamo un nesso coerente? Questo esercizio yogico può essere praticato da chiunque, in quanto non richiede una preparazione specifica, tantomeno impegnativa. Inoltre, l’ADITI MUDRA ha un duplice effetto riequilibrante sui nostri disequilibri.

L’ADITI MUDRA qui spiegata è quella diramata dalla scrittrice Gertrud Hirschi, esperta in spiritualità orientale. Dato che la terapia farmacologica è di solito associata tanto a quella ludica quanto alla yogica, proviamo. Provare non costa nulla. E poi ci dici come ti senti dopo.

Schizofrenia: quando è necessaria l’ADITI MUDRA?

Iniziamo col dire che l’ADITI MUDRA, se praticata correttamente, è in grado di resettare il caos interiore, responsabile del disequilibrio dei Chakra. Questi ultimi, come già spiegato in un altro approfondimento, costituiscono i centri energetici del nostro corpo. Quando manca l’armonia, il loro funzionamento si inceppa. E questo vale ovviamente anche per la schizofrenia.

Noi siamo soliti revisionare e riaggiustare i nostri pensieri, talvolta in modo perfino ossessivo. E lo facciamo, naturalmente, in relazione alle circostanze. Ed in questo impieghiamo le risorse interiori, dovendo fornire delle risposte emozionali agli stimoli esterni.

Così, se qualcosa non ci piace, ecco che ricominciamo tutto d’accapo. Qui ci aiuta l’ADITI MUDRA. Grazie a tale posizione, possiamo prenderci cura del nostro giardino emotivo, il quale a suo tempo darà frutti. Credici, succederà. Lentamente, ma ti rivoluzionerà.

Schizofrenia: come si esegue l’ADITI MUDRA?

Per eseguire correttamente l’ADITI MUDRA, dapprima congiungiamo le mani. Poi, ripieghiamo insieme le dita medie e anulari di entrambe le mani, facendo aderire le punte sui palmi. Mentre le punte degli indici e dei mignoli si toccano esternamente e rispettivamente. Anche i pollici vanno all’infuori, toccandosi con le punte.

A questo punto, mantenendo la posizione, avviamo la meditazione. Nonostante la schizofrenia possa frapporre degli ostacoli tra noi ed il benessere, non desistiamo. Se cadiamo, possiamo sempre rialzarci. Poiché attraverso l’esercizio costante otterremo dei risultati. In tutti i campi della vita.

Schizofrenia: ecco cosa immaginare nella meditazione dell’ADITI MUDRA

Seppur coinvolti nel traffico emozionale della schizofrenia, immaginiamo di essere un giardiniere. Abbiamo in serbo dei semi pronti da seminare. Ma prima di procedere, osserviamo il giardino. E cosa notiamo?

Innanzitutto, le erbe che emanano un gradevole profumo speziato. Oltre ad esse, vi sono le piante officinali che ci soccorrono al momento del bisogno. Ed infine le aiuole ricolme di fiori. Ora, cosa facciamo? Ce ne prendiamo cura, sradicando le erbacce infestanti dei pensieri ossessivi, come quelle di un suolo vero e proprio.

E mentre curiamo il giardino interiore, ripetiamo l’affermazione: “La mia vita è caratterizzata dalla sua intima struttura”. Quasi fosse un canto che allevia la fatica.

Schizofrenia: cosa cambierà l’ADITI MUDRA nelle nostre vite?

Man mano che gestiamo la sfera emozionale, vedremo dei risultati incredibili. Il nostro equilibrio si rinnoverà (ri)vestendosi di benessere. E così ogni cosa brillerà di luce proprio. Naturalmente, si susseguiranno comunque altalene emozionali. Perché questo è il ciclico funzionamento della vita.

Stavolta, però, abbiamo uno strumento in più per stare meglio: l’ADITI MUDRA. Ad esso possiamo ricorrere tutte le volte che ne sentiamo l’esigenza, senza privarci arbitrariamente della terapia farmacologica prescritta dallo specialista. Dunque, se la schizofrenia si affaccia, noi la salutiamo così. Con una carta vincente.

Infine, concludiamo augurandoti un giardino ricolmo di vegetazione che si ristori sotto la pioggia, luccicando alla luce del sole.

Related Posts

by
Previous Post Next Post
0 shares