Hai mai sentito parlare dei Chakra? Forse l’argomento a qualcuno giunge nuovo. E in effetti si tratta di cultura o spiritualità orientale. E su questo in molti potrebbero dissentire, in quanto irremovibili sui propri punti di vista o credenze religiose.
Ci risulta davvero difficile aprirci a nuove culture. Non è detto che dobbiamo rinnegare la nostra. Eppure, talvolta, la soluzione sta al di fuori del nostro guscio. Di fatto, i Chakra rappresentano l’energia vitale che scorre in ognuno di noi. Almeno secondo i dettami della saggezza orientale.
A volte, per capire noi stessi occorre viaggiare in compagnia di chi ha già intuito qualcosa sul funzionamento organico del corpo umano. Ed è per tale ragione che abbiamo deciso di approfondire il tema sui Chakra.
Se non hai fretta e vuoi imparare ad ascoltare i segnali provenienti dal tuo fisico, allora ti trovi nell’invito all’ascolto che fa per te. Come per noi, naturalmente. Intanto, inizia a respirare lentamente, prendendo familiarità con ogni preziosa boccata di ossigeno. Tra un respiro e l’altro, unisciti a noi, nell’incessante fluire dell’energia vitale.
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Chakra e benessere psicofisico: dov’è l’interconnessione energetica?
Per i più scettici non esiste alcuna interconnessione tra sfera emotiva e benessere energetico. Invece costoro si sbagliano. Purtroppo, o per fortuna. Hai mai fatto caso al modo in cui ti senti, quando accade una circostanza destabilizzante? Averti dentro di te che qualcosa gira per il verso sbagliato. Ed è qui che c’entrano i Chakra.
Con il passare del tempo compaiono disturbi di stomaco, spossatezza e affaticamento. Già secondo un’interpretazione psicosomatica, nel momento in cui affiorano i malesseri, il nostro corpo sta cercando di comunicarci un disagio ignorato, del quale forse non ne abbiamo nemmeno la consapevolezza.
Secondo le fonti inerenti alla spiritualità orientale, gli strumenti di cui disponiamo per riequilibraci risiedono proprio nei Chakra. Poiché da essi ci giunge il segnale sottoforma di sintomo che l’energia non sta scorrendo come dovrebbe in modo naturale.
Allora, come possiamo aprire un canale di comunicazione tra i punti vitali bloccati e la nostra umana comprensione? Per scoprirlo, partiamo dalle radici dei Chakra.
Chakra: quanti sono i centri energetici all’interno del nostro corpo?
Sebbene siano stati individuati all’incirca un centinaio di Chakra nell’organismo umano, ci si basa su sette di essi. Nella moltitudine di questi punti energetici, riceviamo e trasmettiamo al contempo un ampio bagaglio sia di informazioni che di stimoli.
Inoltre, ad ognuno dei centri energetici viene associato un colore. Ricordiamo, poi, che il nostro ruolo nel cerchio vitale dell’Universo non è passivo. Noi siamo parte integrante del cosmo. Ed in quanto tale, viviamo permeati dal mistero e dalle sfumature innate della vita, alla stessa stregua degli altri. Che ci crediamo o no.
Quindi, se avvertiamo dei turbamenti emotivi o fisici, ciò è dovuto all’alterazione dell’equilibrio energetico. Di conseguenza, sperimentiamo svariate difficoltà in base ai blocchi che ci affliggono. Perché percepiamo con estrema sensibilità i Chakra? A causa della loro collocazione che ci interessa, letteralmente, dalla testa ai piedi.
Anzi, per fare riferimento ai Chakra si parte dai piedi. Ad ogni modo, essi sono disposti lungo la colonna vertebrale e corrispondono a precise parti del nostro corpo. Ecco, dunque, spiegata la loro fondamentale importanza, di per sé avallata da taluni psicoterapeuti di fama mondiale, tra cui Carl Gustav Jung.
Chakra: dove affondano le loro radici?
Come accennato precedentemente, i Chakra affondano le loro radici nella sempiterna spiritualità orientale dell’India. Quando? Ci troviamo in un tempo lontano, senza precedenti, tra il 1500 e il 500 a, C.
Trattandosi di argomenti concernenti la religione induista, si parla dei Chakra fin dai tempi remoti. I centri energetici, infatti, vengono approfonditi in diversi testi sacri collegati alla pratica yogica. Quest’ultima incoraggia, da sempre, l’uomo a vivere un’esistenza ricolma più di doni spirituali che materiali.
Quando entriamo in conflitto con noi stessi? Fondamentalmente il giorno in cui ci facciamo prendere dalla smania di possedere e conquistare ricchezze terrene. E non solo. Questo atteggiamento errato si riflette anche nelle relazioni. Oppure ancora, i Chakra si bloccano o smarriscono il loro funzionamento armonico, nel momento in cui subiamo dei torti.
E cosa accade? Sentiamo, pur non ammettendo, che l’energia vitale viene ostacolata o trattenuta. Pertanto, qualche volta diveniamo gli aguzzini di noi stessi. Ma nulla è perduto. La soluzione esiste, parimenti al problema. Prima di arrivarci, però, passiamo in rassegna i sette Chakra.
Primo Chakra o Mūlādhārachakra: l’energia rossa sorge alla foce delle nostre radici
Il colore associato alle radici energetiche in questione è il rosso. A quali parti del corpo corrisponde il Primo Chakra? Alle seguenti:
- Ano;
- Retto;
- Tratto finale dell’intestino;
- Arti inferiori;
- Estremità della colonna vertebrale all’altezza dell’osso sacro e del coccige;
- Sangue;
- Apparato circolatorio.
Primo Chakra: ecco i sintomi del blocco a livello fisico
Cosa succede quando il Primo Chakra si blocca? Inizialmente, potremmo avvertire sintomi tangibili che affettano il corpo, ossia:
- Stanchezza fisica;
- Debolezza agli arti inferiori;
- Mancanza di vitalità sessuale;
- Disturbi intestinali;
- Emorroidi;
- Patologie alimentari;
- Presunta sensazione di vuoto i reni.
Primo Chakra: qual è la correlazione con la nostra quotidianità?
I segnali che si riflettono sulla nostra quotidianità, in caso di Primo Chakra bloccato sono:
- Difficoltà finanziarie;
- Incapacità di prendere una posizione;
- Mancanza di autostima;
- Scarsa fiducia nelle proprie capacità;
- Paura di non farcela sia sul lavoro che nelle altre circostanze;
- La classica testa tra le nuvole;
- Inconcludenza.
Come possiamo riequilibrare il Primo Chakra?
Se il Primo Chakra si blocca, niente paura. Possiamo ricorrere all’aiuto delle discipline yogiche, favorendo il contatto dei nostri piedi con la terra. Appena facciamo aderire le nostre piante al suolo, sentiremo una sensazione immediata di radicamento.
Ma oltre a beneficiare degli esercizi specifici, ricordiamo anche l’aiuto che la natura ci offre. In altre parole, per riportare il Primo Chakra nella sua dimensione possiamo utilizzare olii essenziali di tiglio e menta.
Secondo Chakra o Svādhisthānachakra: la culla arancione della forza creatrice dell’apparato riproduttivo
Il Secondo Chakra è di colore arancione. A quali punti del nostro corpo è collegato il Secondo Chakra? All’apparato urogenitale ed alla colonna vertebrale nella zona lombare.
Il Secondo Chakra viene altresì definito come Centro della Croce o Chakra Sacrale. Essenzialmente, qui troviamo la culla delle nostre emozioni e della creatività. Data la sua posizione, questo Chakra rappresenta la nostra capacità di esternare:
- Stima di noi stessi
- Vena artistica
- Inventiva
- Sessualità
- Compassione
- Senso di adattamento.
Secondo Chakra: sintomi e rimedi se esso si blocca
Quando questo centro energetico funziona, abbiamo un buon rapporto con il lavoro e le circostanze. A prescindere.
Se l’equilibrio del Secondo Chakra viene turbato, si verificano dei disagi. Nel dettaglio potremmo sperimentare difficoltà a vivere e condividere la nostra sessualità, con problemi a livello riproduttivo.
E nelle donne, in particolare, il ciclo mestruale potrebbe rivelarsi irregolare o molto doloroso da sopportare. Perché succede tutto ciò? A causa del blocco che ci riguarda da vicino circa l’esternazione delle emozioni. Ed insieme ad esse proviamo dei sensi di colpa logoranti. Mentre dovremmo fare pace con essi e proseguire il nostro cammino.
Tra i rimedi naturali, coadiuvanti nello sblocco del Secondo Chakra, potremmo beneficiare dell’aromaterapia con il bergamotto. Oppure un altro valido aiuto arriva dal finocchio. In quanto alle attività benefiche, andrebbero praticate quelle a contatto con l’acqua.
Terzo Chakra o Maṇipūrachakra: la dorata gemma lucente del nostro operato
In sanscrito, il Terzo Chakra significa gemma lucente. Infatti, il colore ad esso associato è il giallo. Questo centro energetico si trova all’altezza dello stomaco. In quest’area c’è il nostro secondo cervello, non a caso.
Perché il Terzo Chakra è determinante? Poiché qui hanno sede le nostre intenzioni che si traducono in azioni. Questo Chakra viene definito anche Chakra del Plesso Solare o dell’ombelico.
Questo centro energetico determina l’equilibrio del nostro potere personale e la digestione, soprattutto in senso metaforico. Pertanto, se il Terzo Chakra funziona, allora avremo un’ottima capacità di difenderci, modulati da una sana autostima. Al contrario, ci sentiremo frustrati con un costante senso di vergogna.
Terzo Chakra: corrispondenze tra sintomatologia e organi
Il Terzo Chakra corrisponde all’apparato digerente, pertanto i sintomi di uno squilibrio conclamato sono a carico del tratto gastrico. Tuttavia, i disagi potrebbero riguardare anche:
- Schiena
- Sistema immunitario
- Sistema nervoso autonomo.
Non di rado, il Terzo Chakra bloccato si manifesta mediante:
- Stati d’ansia
- Depressione
- Malattie di natura psicosomatica
- Disturbi dell’alimentazione.
Perché avviene tutto questo? Semplice. Non gestiamo correttamente le emozioni esplosive d’origine negativa, per così dire. E pensiamo bene (ma facciamo male) a somatizzarle dentro. E alla fine si verifica una sofferenza indicibile.
Come ripristiniamo il funzionamento del Terzo Chakra bloccato?
Per ripristinare il Terzo Chakra sono molto utili le essenze di limone e zenzero, ad esempio. L’elemento associato a questo centro energetico è il fuoco. Ciò non significa che dobbiamo degenerare in preda a piromanie, bensì praticare meditazione.
Dunque, identifichiamo le emozioni negative e impariamo a convivere con esse. Senza colpevolizzarci.
Quarto Chakra o Anāhatachakra: al centro del cuore, nel verde, si sprigiona l’energia dell’amore
Saliamo, ora, in seno al Quarto Chakra, quello associato al cuore per eccellenza. Esso si trova, appunto, all’altezza del petto e coinvolge sia l’apparato respiratorio che quello circolatorio. In questo centro energetico abita il sentimento di amore, assieme alle emozioni positive.
E quando il Chakra del Cuore si blocca? Tutte le volte in cui ci danno un dispiacere che fatichiamo a superare. A quel punto avvertiamo la sensazione del cuore infranto. E tale dolore si irradia anche agli arti superiori, interessando la parte alta della schiena.
Quarto Chakra: come riconosciamo e leniamo la sindrome del cuore infranto?
Così, il Centro del Cuore subisce le ingiustizie inflitte, scatenando sentimenti di:
- Presunta ostilità del mondo circostante;
- Sfiducia nel prossimo;
- Difficoltà a perdonare gli altri;
- Invidia;
- Gelosia;
- Astio;
- Rancore;
- Incapacità di provare compassione;
- Assenza di generosità.
Detto ciò, come possiamo lenire i dolori dati dalla sindrome del cuore infranto? Tra le fragranze efficaci spiccano la rosa ed il geranio. Al contempo, possiamo praticare attività mirate all’aria aperta, dato che il colore associato al cuore è il verde.
Quinto Chakra o Viśuddhachakra: il celeste centro energetico al centro della gola
Il Quinto Chakra è altresì noto come Chakra del Collo o Centro della Comunicazione, di colore celeste. Esso riguarda l’apparato respiratorio e degli organi fonatori. Per l’appunto, esso include la tiroide e i denti.
Simbolicamente, se il funzionamento del Quinto Chakra è ottimale, noi comunichiamo con gli altri in modo ottimale. In particolare, siamo in grado di esprimere noi stessi con sincerità e fluidità.
Cosa succede se il Quinto Chakra si blocca? Potremmo cominciare a mentire, facendo delle bugie la nostra verità. Occorre, invece, essere onesti prima di tutto con noi stessi. Altrimenti, le affezioni del tratto respiratorio sono dietro l’angolo. Ed esse chiameranno i rinforzi con problemi dentali o tiroidei.
Quinto Chakra: dai sintomi del suo squilibrio alla guarigione
Come ci sentiremmo, se entrassimo in conflitto con il Quinto Chakra? Avvertiremo, anzitutto, il classico nodo alla gola. Insieme ed esso incontreremmo difficoltà a essere noi stessi. Perché? Per il timore di non essere capiti.
Così, la paura del rifiuto altrui ci porterebbe ad evitare i contatti interpersonali, con un conseguente peggioramento della vita sociale.
Possiamo invertire la rotta. Ricorrendo alle spezie naturali, quali rosmarino e menta, ad esempio. A quanto pare, questi beni terreni hanno il poter di liberare l’intasamento espressivo.
Sesto Chakra o Ājñāchakra: tre occhi al centro del blu, tra mente e corpo
Avrai sentito parlare del famoso terzo occhio. Ebbene, esso fa parte del Sesto Chakra, di colore blu. Il Chakra del Terzo Occhio o Occhio della Conoscenza è situato tra le sopracciglia. trovandosi al centro della fronte, esso ci aiuta nell’intuizione e nelle facoltà cognitive.
Ma cosa ancor più preziosa, il Sesto Chakra affina la saggezza. Ed in tale comunicazione straordinaria, noi veniamo messi in contatto con il subconscio. Pertanto, se l’Occhio della Conoscenza funziona regolarmente, allora saremo capaci di pensare saggiamente, prendendo decisioni ponderate, all’insegna dell’intuito.
Sesto Chakra: se ci sono lavori in corso, come ci comportiamo?
Quando improvvisamente ci sono lavori in corso che bloccano il Sesto Chakra, cosa possiamo fare? Questo avviene, se viviamo stretti da ciniche logiche o lontano dalla realtà. Di conseguenza si affacciano mal di testa anche acuti, spesso associati ad altri dolori.
Frequentemente, il blocco del Sesto Chakra causa problemi alle orecchie, agli occhi (in particolare al sinistro), sinusiti ed epilessia. E talvolta le persone interessate da tale blocco ricorrono all’uso di sostanze alcoliche o narcotiche.
Come riequilibriamo, dunque, il Sesto Chakra? Praticando una meditazione mirata a risvegliare il nostro intuito. In tal modo, vedremo migliorare il ritardo intellettivo che ci affetta. In quanto poi alle essenze, si rivelano vincenti la lavanda e l’abete bianco.
Settimo Chakra o Sahasrārachakra: ecco l’energia viola della Corona sulle nostre teste
Eccoci giunti all’ultimo Chakra. Qui ci concentriamo sul Settimo Chakra o Chakra della Corona. Esso è posto sulla sommità della testa ed il suo colore è il viola. Perciò lo si definisce con una connotazione regale.
Quale funzione svolge il Settimo Chakra? Quella di connetterci con l’energia cosmica, percependone le sfumature. È un invito ad uscire al di fuori di noi stessi. A che serve? Lo scopo del Settimo Chakra è quello di riuscire a guardarci dall’esterno, al fine di comprendere meglio ogni cosa.
Settimo Chakra: come interveniamo se la Corona cade dalla testa?
Questo Chakra si blocca quando siamo troppo attaccati alle cose vane della vita. Possiamo spezzare queste catene. Come? Sbarazzandoci dal senso di attaccamento morboso alle cose. Queste, in realtà sono mutevoli. Mentre, la vera felicità si trova dentro di noi.
Per riequilibrare il Settimo Chakra è utile la meditazione che ci aiuti a ripristinare l’equilibrio smarrito. Così facendo, trarremo beneficio, sperimentando nuova coordinazione e connessione con la sfera spirituale. Una fragranza suggerita è quella del loto bianco.
Eccoci alla conclusione dell’approfondimento sui Chakra. Speriamo di averti fornito delle dritte preziose. Noi ce l’abbiamo messa tutta. Anzi, abbiamo dato fondo ad ogni scintilla energetica. Ora, sapendo tutto questo, come ti senti?


