Gelsomino: arbusto dal profumo mistico, terapeutico e lenitivo che giunge dall’Asia e dall’America

Gelsomino

C’era una volta una pioggia di stelle… O meglio di fiori di Gelsomino, che atterrando sulla Terra, creò una connessione tra il mondo terreno e l’universo divino

Introduciamo così il nostro approfondimento su questo arbusto, sulle ali di una leggenda araba. Le favole, si sa, affascinano tutti. Grandi e piccoli. Ed il gelsomino non manca certo di suscitare emozioni. Tantomeno di destare interesse.

Già, perché i fiori di questa pianta si aprono di notte. E questa è la porta dei sogni, dove corre libera anche la nostra immaginazione. Ma il gelsomino è molto di più. Esso simboleggia la luna e la dimensione femminile.

Allora, cosa rende il gelsomino così misteriosamente affascinante? Ti invitiamo a sognare con noi ad occhi aperti prima. Ed a chiuderli poi. Ti va di esprimere un desiderio, nell’incanto mistico del gelsomino?

Contenuti

Gelsomino: quali sono le sue radici?

Cos’è il gelsomino? Andiamo alle radici svelate dall’Enciclopedia Treccani. Per definizione, il gelsomino è un arbusto della famiglia delle Oleacee. Ed in quanto tale, la pianta proviene dall’Asia centrale. Tuttavia, questa non è l’unica specie diffusa.

Il suo fusto del gelsomino è definito quasi rampicante e può raggiungere i dieci metri d’altezza. In quanto ai rami del gelsomino, essi sono davvero tanti e dalla forma allungata. Crescendo, il loro aspetto diviene striato assumendo tratti spigolosi. E come ogni bellezza vera, anche qui il tutto è bilanciato. Da cosa? Dalle foglie impari-pennate che possiedono ulteriori foglioline lanceolato-acuminate, prive di peluria.

Gelsomino: i suoi fiori hanno delle peculiarità intrinseche

E i fiori del gelsomino? Essi costituiscono la cosa più bella e attraente, poiché emanano un forte profumo ma gradevole, che non scoccia. I fiori del gelsomino sono particolari perché crescono disponendosi in pannocchie. Alla loro estremità, poi, essi sviluppano delle infiorescenze, dette corimbi, ossia grappoli con peduncoli fiorali di varia lunghezza.

Nel dettaglio la struttura del fiore di gelsomino si presenta con:

  • Calice a cinque lacinie, queste ultime sono le parti strette del fiore che terminano a punta;
  • Corolla dalla forma tubolare a cinque lobi ovali-acuti;
  • Due stami;
  • Ovario formato da due pistilli.

E dal fiore giungiamo al frutto del gelsomino, che è una bacca.

Il gelsomino prospera sia per talea che per propaggine

Ed in senso figurato, i frutti del gelsomino si raccolgono, prestando attenzione a dei semplici dettagli che fanno di questa pianta un prodigio. Sappi che, se decidi di coltivare il gelsomino, esso si sviluppa sia per talea che per propaggine.

Come si coltiva il gelsomino per talea?

Cosa si intende per talea? La talea propria di una pianta è la sua parte in grado di mettere radici e prosperare. Inoltre, con il termine talea si indica una metodologia di riproduzione ampiamente usata nell’agricoltura. Grazie a questo intervento, si conservano le caratteristiche della pianta, dandole il tempo di rigenerarsi e crescere.

Normalmente, per effettuare la talea si utilizzano:

  • un ramo munito di una gemma
  • radici che producono gemme o foglie.

E quando si prelevano le talee? Quando la pianta è a riposo. Dopodiché la stagione ideale per piantare le talee è la primavera. E queste, come si conservano correttamente fin all’arrivo primaverile? Si possono interrare oppure stratificare nella sabbia.

Infine, le talee sono dette legnose, quando provengono dai rami. Mentre, se la loro provenienza riguarda germogli e foglie, le talee si dicono erbacee.

Gelsomino: cosa si intende per propaggine?

In botanica così come anche in agraria, cosa si intende per propaggine? Il procedimento secondo il quale si rimuove una striscia di corteccia da un dato ramo. Dopodiché, si passa a piegarlo ed interrarlo.

E quale risultato ci si può appettare dalla propaggine? Se essa viene eseguita correttamente, le radici del ramo attecchiscono, favorendo appunto la propagginazione della pianta. Cosa che avviene anche per il gelsomino. Dunque, conviene avere il pollice verde alla mano.

Vero Gelsomino e Falso Gelsomino: qual è la differenza?

Un altro dettaglio interessante del Gelsomino è certamente la distinzione tra Vero Gelsomino e Falso Gelsomino. Niente allarmismi. Ciò non significa che si tratta di un qualcosa di chimico ricostruito in laboratorio, bensì di una particolare caratteristica dell’arbusto.

Qual è il Vero Gelsomino? Riconosciamone i tratti distintivi

Come già accennato, il Gelsomino vero e proprio appartiene alla famiglia delle Oleacee. E come lo distinguiamo? Dal suo profumo particolarmente intenso che ci travolge dolcemente.

Questa specie di gelsomino prospera in climi piuttosto caldi. Ecco perché in Italia troviamo tale arbusto nelle regioni centrali e meridionali. In quanto alla fioritura, il Vero Gelsomino sboccia tra la primavera e l’estate. E di solito, il suo fogliame si presenta semi-sempreverde.

La caduta delle foglie, naturalmente, avviene con il sopraggiungere dell’inverno. Ma niente paura, perché a questo punto il Vero Gelsomino si prende semplicemente una pausa. Proprio come facciamo noi. Per poi tornare ristorati e più belli di prima.

Falso Gelsomino: la specie endemica e robusta dei giardini nostrani

Malgrado l’aggettivo dalla sfumatura negativa, il Falso Gelsomino non ha davvero nulla da invidiare al suo collega. Anzi, esso si dimostra realmente performante in ogni condizione. Scendiamo, ora, nei dettagli.

Il Falso Gelsomino, altresì noto con il nome scientifico di Trachelospermum, non proviene dal genere Jasminum. Si tratta comunque di un rampicante sempreverde. In quanto alle sue foglie, essi sfoggiano una tonalità verde lucida o variegata.

A differenza di quello vero, il Falso Gelsomino resiste praticamente a qualunque temperatura, mantenendo il suo tono da sempreverde. E proprio grazie a questi punti di forza, il Falso Gelsomino si rivela particolarmente versatile. Pertanto, esso viene coltivato nei giardini di tutto il Bel Paese.

Quando fa freddo, le foglie del Falso Gelsomino, invece di cadere tramutano il colore, divenendo bronzee. E con l’arrivo della primavera, esse cadono. Mentre i fiori sbocciano esattamente tra la seconda metà della primavera e l’estate. Questi sono di un bel bianco e dalla forma a stella.

Il profumo del Falso Gelsomino è più soave.

Gelsomino notturno: una musica floreale che ti canta una ninna nanna di benessere psicofisico

Oltre alle specie di cui abbiamo parlato, ce n’è un’altra: il Gelsomino notturno. E lo scopriamo su RIZA.it. Esso appartiene alla famiglia delle Solanacee. Da dove proviene questo arbusto? È una specie autoctona dell’America centrale, la cui diffusione si estendeanche alle Isole Caraibiche.

Quali sono le caratteristiche tipiche del Gelsomino notturno? È un bel fusto, che cresce fin a cinque metri d’altezza,dalle fattezze un po’ flessuose e ricadenti. Ed una siffatta sinuosità culmina in ciuffi d’erba.

I fiori del Gelsomino notturno sono un’opera d’arte, senza esagerazione. Essi, però, si schiudono la notte. Ecco perché tale specie si identifica come notturna. Questi fiori hanno la forma di una stella ma i loro colori variano tra:

  • Bianco
  • Arancio
  • Giallo
  • Rosso
  • Porpora.

A cosa fa bene il Gelsomino notturno?

Le qualità terapeutiche del Gelsomino notturno si rivelano efficaci per il trattamento di problemi cutanei, come ustioni, ferite e infiammazioni. E non solo. Il Gelsomino notturno aiuta anche coloro che soffrono di artrite, mal di testa e tensioni nervose.

Al Gelsomino notturno viene attribuita una connotazione soprattutto spirituale. Come in Nepal, ad esempio, dove i suoi fiori vengono offerti alle divinità. Mentre, commercialmente parlando, in India, dal Gelsomino notturno si estrae l’olio essenziale. A cosa serve quest’ultimo? Alla distillazione di profumi.

Gelsomino: in che modo il Re dei Fiori eccelle nell’aromaterapia?

Il gelsomino viene soprannominato il Re dei Fiori. Ed un motivo c’è, di fatto. Questo arbusto ha il potere di supportarci nei momenti di maggiore affaticamento. Non soltanto ristorandoci, ma fornendoci al contempo l’energia per portare avanti gli impegni.

Attraverso l’aromaterapia, la pianta di gelsomino ci armonizza, facendoci capire quali siano le reali necessità. Quelle che di solito non vediamo, poiché giacciono nel buio profondo dell’anima.

Inoltre, il gelsomino è in grado di agire sulla sensualità, coniugando spiritualità e amore. Grazie a questo arbusto dalle qualità divine, il nostro incessante desiderare si eleva bilanciato tra sfera spirituale e passione terrena.

Gelsomino: se hai il coraggio o la voglia di annusarlo, ti rivoluzionerà la quotidianità

Come ci sentiamo se annusiamo il gelsomino? Innanzitutto, fiduciosi tanto delle nostre capacità quanto delle relazioni con gli altri. Poi, acquisiamo sicurezza, superando le barriere rigide dei condizionamenti esterni. Non è poco, vero?

Infine, il gelsomino allevia i disturbi mestruali, rivelandosi un potente tonico uterino. Va applicato il suo olio essenziale con dei massaggi distensivi. Oppure esso è efficace durante il travaglio.  Mentre si sconsiglia l’uso topico del gelsomino alle donne in stato di gravidanza. Ecco spiegata la sua correlazione con la dimensione femminile.

Ad ogni modo, è bene sempre consultarsi con il proprio medico per la terapia più adatta.

Dunque, noi ti suggeriamo di annusare i fiori profumati o l’olio essenziale di questa pianta, perché il beneficio è immediato. Oltre che sorprendente. Sentirai scorrere il benessere insieme ad una nuova energia. Qualcosa di davvero trascendentale. Prova per credere. E poi dicci come va. Grazie.

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