Prurito, arrossamenti, eczemi che compaiono (non in maniera fugace come l’orticaria) in molti casi sono responsabili di un’allergia da contatto, una reazione della pelle a sostanze presenti nella vita quotidiana, come profumi, cosmetici, metalli, detergenti o tessuti.
Per identificarle, La Dott.ssa Elena Saracco Specialista in Allergologia e Immunologia clinica presso il MediSAT utilizza il patch test, chiamato anche test epicutaneo; un esame semplice e affidabile utilizzato per diagnosticare le dermatiti allergiche da contatto.

A differenza delle allergie respiratorie o alimentari, queste reazioni non sono immediate ma compaiono dopo ore o giorni dal contatto con l’allergene: le sostanze più frequentemente coinvolte sono metalli (come il nichel), profumi, cosmetici, detergenti, coloranti, conservanti e prodotti chimici.
Il Medico applicapiccoli cerotti contenenti quantità minime di sostanze potenzialmente allergizzanti che lascia in sede per 48 ore. Durante questo periodo è importante non bagnare la zona e limitare l’attività fisica.
Dopo la rimozione, sempre il Medico esegue una o più letture per valutare eventuali reazioni cutanee. La presenza di arrossamento o gonfiore indica una possibile sensibilizzazione.
Individuare l’allergene consente di evitare il contatto con la sostanza responsabile, riducendo recidive e cronicizzazione della dermatite. Il patch test è particolarmente utile nei casi di dermatite delle mani, del viso, delle palpebre e nei lavoratori esposti a sostanze irritanti.
Il patch test è ben tollerato e non invasivo. Le reazioni, quando presenti, sono localizzate e temporanee. Proprio per questo rappresenta uno strumento fondamentale nella diagnosi delle allergie cutanee.
In un mondo sempre più ricco di prodotti chimici e cosmetici, conoscere la causa di un’allergia significa prendersi cura della propria pelle in modo consapevole.
Prick test: ruolo diagnostico nelle allergie IgE-mediate
Il prick test rappresenta uno strumento di primo livello nella diagnosi delle allergie IgE-mediate, grazie alla sua rapidità, riproducibilità e sicurezza. È ampiamente utilizzato in Allergologia per l’identificazione di sensibilizzazioni a allergeni inalanti e alimentari.
Il prick test si basa sulla reazione cutanea immediata conseguente all’interazione tra l’allergene e le IgE specifiche legate ai mastociti cutanei. La degranulazione mastocitaria determina la comparsa di un pomfo eritematoso, valutabile entro 15–20 minuti.
È indicato nei pazienti con sospetto di:
- rinite e congiuntivite allergica
- asma bronchiale allergico
- orticaria e angioedema
- allergia alimentare IgE-mediata
- allergia al lattice
Il test viene eseguito applicando estratti allergenici standardizzati sulla cute dell’avambraccio o del dorso. Ogni goccia viene attraversata da una puntura superficiale mediante lancetta sterile monouso.
La lettura avviene dopo 15–20 minuti da parte della Dott.ssa Elena Saracco – Allergologa e Immunologa clinica a Torino presso il Poliambulatorio MediSAT.
“Il prick test presenta un’elevata sensibilità, ma il risultato deve sempre essere interpretato in correlazione alla storia clinica del paziente.”
Fattori quali terapia antistaminica, dermografismo o patologie cutanee possono interferire con l’interpretazione dei risultati.
Il prick test rimane uno strumento diagnostico essenziale nella valutazione delle allergie immediate. Un corretto inquadramento clinico consente di ottimizzare il percorso diagnostico-terapeutico e di individuare i pazienti candidabili a immunoterapia specifica.


