Vetiver: la pianta che soccorre il suolo fa bene anche all’animo umano

vetiver

Esistono le piante miracolose? Certamente quest’è una domanda che ricorre tante volte. A scanso di equivoci e soprattutto di illusioni, la flora miracolosa esiste per davvero. Ma in altri termini. E tra le sue piante spicca il vetiver. Magari subito si pensa a delle proprietà magiche, proprie di favole o incantesimi. Mentre qui c’è ben altro. Anzi, si tratta di qualcosa di vero e tangibile.

Nell’affannosa ricerca di un elisir che garantisca una vita all’insegna dell’eterna giovinezza, la natura risponde a tono. Ma che cosa si intende esattamente con la parola elisir? Ebbene, questo approfondimento sul vetiver è un invito alla scoperta innanzitutto della pianta in sé. Ed in tale trattazione, si fa chiarezza circa le sue reali peculiarità, nonché settori di impiego.

Dunque, è il momento di restare con i piedi per terra, poiché dal contatto diretto con il suolo, è possibile comprendere la forza rigenerante della terra. È lì che abitano le radici. E la storia del vetiver si rivelerà davvero singolare. Buona lettura.

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Vetiver: da dove proviene quest’affascinante pianta esotica?

Prima di tutto, il termine vetiver deriva dalla lingua tamil, perciò la pianta è originaria dell’India. Tuttavia, la sua presenza è diffusa nell’Asia tropicale. Conosciuta dalla botanica come Vetiveria zizanioides, questa pianta viene coltivata perfino in altri paesi tropicali. Perché sul vetiver c’è una domanda crescente da parte del mercato?

Principalmente per la profumeria, poiché dai rizomi del vetiver si ricava un pregevole olio essenziale con note olfattive legnose, dalle seguenti peculiarità:

  • Vischiosità
  • Tonalità dal giallo al bruno
  • Odore penetrante.

Ed in secondo luogo, il vetiver si è rivelato un valido aiuto nell’agricoltura. Ma questo aspetto verrà trattato più avanti. Intanto, è bene rispondere ad una domanda ricorrente, accennata nell’introduzione: che cosa si intende con il termine elisir?

Vetiver: perché determinate piante vengono identificate come elisir?

Di solito, con la parola elisir si identifica qualcosa ritenuta capace di donare longevità e giovinezza. Un concetto in parte illusorio, poiché la vita scorre nello stesso modo tanto in natura quanto nel genere umano. La difficoltà di accettare i cambiamenti si traduce in una ricerca spasmodica, la cui meta è irraggiungibile poiché inesistente. Dunque, è bene sfatare questo mito, al fine di costruire un approccio salutare con la medicina.

Nel caso del vetiver, si possono trarre dei benefici veri e propri sia per l’uso topico sia per altri fini. Ma che cosa significa elisir? Innanzitutto, il termine si trova talvolta nelle altre due varianti, cioè elixir ed elisire. Si distinguono due origini linguistiche. Una dall’arabo al-iksīr che significa pietra filosofale. Ma non quella di Harry Potter. E l’altra d’origine greca che significa polvere secca.

Nell’antichità, gli alchimisti erano soliti denominare elisir la sostanza che avrebbe dovuto trasformare dei metalli di scarso valore in oro. E tale sostanza si poteva trovare allo stato solido, liquido o in polvere. Con il passar del tempo, nella farmacopea sono state etichettate con il termine elisir tutte le soluzioni ad azione medicamentosa, regolamentate secondo il suo codice, nonché accreditate come sicure per il consumatore.

Vetiver: ecco la sua efficacia aromaterapica sulla sfera emotiva

In quanto all’utilizzo del vetiver nell’aromaterapia, esso rivela particolarmente efficace per via del suo aroma intenso che serve a ristabilire un contatto resistente con la terra. Che cosa migliora il vetiver? La pianta si rivela utile in caso di:

  • Mancanza di forza di volontà;
  • Debolezza;
  • Temperamento irruento;
  • Affaticamento;
  • Depressione;
  • Ansia;
  • Spossatezza fisica e mentale;
  • Logorio mentale causato da troppi pensieri;
  • Vulnerabilità;
  • Sovraccarico di stress;
  • Cambiamenti.

Vetiver: la sua forza terrena aiuta chi si smarrisce nel caos della giungla quotidiana

Quante vote ci si sente sopraffatti dal caos della quotidianità, quasi fosse una giungla? Tante volte, in effetti, pare di ritrovarsi a combattere in continuazione. Naturalmente, si vorrebbero evitare i conflitti. Tuttavia, questo non sempre è possibile.

Osservando la fauna, di fatto, avviene una continua lotta tra sopravvivenza e supremazia. E purtroppo questo accade anche nella vita di tutti i giorni dell’uomo. Pertanto, è facile perdere la bussola. Ma è dalla natura che arriva, comunque, la soluzione. Ecco il vetiver, pronto a soccorrere chiunque si smarrisca.

Grazie al suo aroma ambrato e legnoso, il vetiver è in grado di:

  • Sedare il sistema nervoso;
  • Apportare fermezza nelle situazioni destabilizzanti;
  • Ristabilire l’equilibrio;
  • Riconnettere l’intelletto con la fisicità;
  • Affondare nuove radici;
  • Concentrare le proprie energie nelle attività quotidiane;
  • Risvegliare emozioni sopite, soprattutto durante i cambiamenti;
  • Ridestare la sensualità, esercitando un’azione afrodisiaca.

Il vetiver nella cura della pelle

Ad avvalorare la tesi sulle virtù da elisir del vetiver, in questo capitolo si guarda alla sua efficacia in merito all’uso topico. Di fatto, il vetiver ha il potere di curare sia le problematiche cutanee sia altre infiammazioni, sottoforma di olio essenziale. Ovviamente, qualunque prodotto va utilizzato previa consulenza medica o erboristica, in tal caso.

Scendendo nel dettaglio, il vetiver possiede proprietà depurative e astringenti; quindi, in termini dermatologici esso può curare:

  • Acne
  • Pelle grassa
  • Impurità cutanee
  • Eccesso di sebo.

Vetiver: il supporto naturale in caso di infiammazioni

E se insorgono le infiammazioni? Ci pensa l’olio essenziale di vetiver che si allea al fianco di chi soffre. In particolare, la pianta può alleviare le sofferenze legate a:

  • Distorsioni
  • Crampi muscolari
  • Dolori articolari
  • Artrite.

Vetiver e potere rinfrescante d’estate

Oltre a tutte le virtù magiche elencate finora, il vetiver ha un ulteriore asso nella manica, che sfodera quando fa caldo. Si sa, all’arrivo della temperatura torrida, il corpo ne risente. Tutti cercano riparo e refrigerio. E nel vetiver vi si trova molto di più di un semplice strumento rinfrescante.

Tra le peculiarità note del vetiver si annoverano addirittura quelle ad azione refrigerante ed antinfiammatoria, nel trattamento dei malesseri estivi, quali:

  • Stati febbrili
  • Eccessiva sudorazione
  • Bruciori cutanei
  • Colpi di calore.

Dal vetiver trae beneficio persino il suolo, nel suo reciproco e vitale scambio di sostanze nutrienti

Perché il vetiver salverebbe il suolo? La sua azione è concreta e per comprenderla bisogna scendere in profondità, laddove la pianta affonda le proprie radici. Già, perché dall’osservazione diretta degli agricoltori, è emerso qualcosa di miracoloso sul conto del vetiver. Cosa?

La pianta in questione ha dimostrato il suo talento nel purificare l’aria, l’acqua e la terra. Così ne trae beneficio l’agricoltura, da troppo tempo messa a dura prova dai pesticidi. Una buona notizia, vero? In tal modo, le coltivazioni divengono più salutari, all’insegna della tanto ambita ecosostenibilità.

Vetiver: una pianta che resiste agli urti, ancorandosi in profondità

Il vetiver, infatti, cresce robusto ed eretto, raggiungendo un’altezza pari a due o tre metri. Inoltre, la pianta è in grado di resistere a correnti d’acqua impetuose. In che modo? Il vetiver è munito di una barriera porosa alla sua sommità, che gli consente di filtrare l’acqua, trattenendo materiali sedimentari, siano essi sottili o di un certo spessore. E non solo.

Le radici del vetiver riescono a scendere in profondità fin a cinque metri. Esse, a loro, volta, si adattano perfettamente al terreno formando una struttura flessibile, grazie alla quale si previene o meglio ancora si evita il drenaggio troppo profondo del suolo. Un’altra caratteristica vincente del vetiver è la sua resistenza alle temperature elevate che vanno da –7 gradi a +45 gradi. E questa pianta resiste addirittura ai diversi livelli di acidità del suolo e della sua salinità.

Il vetiver ha successo per la sua alta capacità di adattamento in compresenza di elementi contrastanti

Dunque, il vetiver attecchisce con successo. Non lo spaventano nemmeno i metalli pesanti, quali:

  • Arsenio
  • Cadmio
  • Rame
  • Cromo
  • Piombo
  • Mercurio
  • Nichel
  • Selenio
  • Zinco.

Parimenti, il vetiver riesce a prosperare anche su suoli contenti sostanze contrastanti, cioè benefiche, ossia:

  • Sodio
  • Manganese
  • Magnesio
  • Alluminio.

Vetiver: quale speranza dona agli agricoltori per la sussistenza futura?

Il vetiver promette bene, per via delle sue peculiarità più uniche rare. In particolare, la pianta è un’erbacea perenne, che si riproduce per separazione del cespo. Inoltre, il vetiver è sempreverde e soprattutto esso non è una specie invasiva. Tali pregi infondono sia coraggio che speranza negli agricoltori. Pertanto, come si prospetterebbe il futuro dell’agricoltura?

Stando a quanto affermato dalle autorità agrarie, la sussistenza futura circa la rigenerazione del suolo è davvero rosea. Perché? Il vetiver protegge il terreno tanto dall’erosione quanto dagli interventi di bonifica. E non è tutto. Questa specie erbacea riesce ad intrappolare gli insetti pericolosi, impedendo loro di provocare gravi danni ai raccolti. Persino le foglie del vetiver si rivelano funzionali alla pacciamatura.

Infine, il vetiver si schiera al fianco di tutti per arginare e risolvere un problema preoccupante: i cambiamenti climatici. Questi, di fatto, hanno delle ripercussioni in natura, purtroppo, come desertificazione, inquinamento e riduzione delle falde acquifere. Di fronte a tali circostanze, apparentemente irreversibili, il vetiver interviene invertendo la tendenza. E con esso, la speranza rifiorisce.

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